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Ecco la Rete nazionale docenti e dirigenti a compiti zero

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I compiti a casa? Pratica arcaica e pedagogicamente insostenibile. E’ questo il punto di partenza della Rete nazionale Docenti e Dirigenti a Compiti Zero, coordinata da Maurizio Parodi, già fondatore del movimento Basta Compiti.

La rete è pensata come uno spazio di ricerca e confronto che avrà lo scopo di documentare e condividere le esperienze, le buone pratiche, le formule organizzative sperimentate nelle condizioni di normale “esercizio” delle scuole, si legge sul comunicato della rete, che sottolinea il fatto che “non necessitano interventi di alta ingegneria istituzionale, di riforme programmatiche epocali (i provvedimenti salvifici solitamente e, spesso, legittimamente invocati per riqualificare il “servizio”); che non abbisognano di incremento degli organici e neppure del prolungamento dell’orario scolastico: qualsiasi docente, infatti, qualsiasi scuola può praticare una didattica ‘a compiti zero'”.

I compiti a casa come cattiva pratica

Scrive il fondatore di Basta Compiti, il preside Maurizio Parodi, che ha già esposto il proprio pensiero sul tema in un’intervista a La Tecnica della Scuola, “i compiti fanno parte di quelle convinzioni, pratiche, regole che appaiono logiche, imprescindibili, addirittura naturali solo perché consuete, familiari, pacifiche al punto da non dover essere motivate, giustificate”.

L’innovazione che vuole proporre la Rete è di ampio respiro, dato che si parte dal concetto di compiti a casa come “oggetto sociale”, ovvero quegli oggetti che hanno funzioni assegnate per convinzione e per convenzione, dalla comunità che li definisce, e mantengono tali proprietà finché coloro i quali ne fanno uso continuano a pensarli e definirli collettivamente nello stesso modo. Per questo motivo, chi fa le cose in modo diverso interferisce non solo con le abitudini proprie della maggioranza, in questo caso dei docenti e dei genitori, ma “con la loro visione della realtà, scolastica, con i loro convincimenti più profondi e radicati (ciò che ne spiega l’animosità), per quanto irrazionali”.

Le ragioni della Rete nazionale Docenti e Dirigenti a Compiti Zero

Di seguito vengono schematizzate le ragioni portate avanti dalla Rete e la definizione dello statuto organizzativo:

– Si costituisce la “Rete Docenti e Dirigenti a Compiti Zero”, coordinata da Maurizio Parodi che ne è il responsabile scientifico e il portavoce, della quale possono far parte dirigenti e docenti anche precari o in quiescenza.
– La rete si articola in gruppi provinciali ciascuno dei quali esprime un proprio referente.
– I componenti si riconoscono nel Manifesto istitutivo del movimento: “Basta compiti!” e si impegnano ad arricchire e diffondere i materiali raccolti nel sito: www.bastacompiti.it
– I gruppi provinciali promuovono iniziative si sensibilizzazione valorizzando le esperienze documentate da docenti e dirigenti a compiti zero.
– Ogni gruppo si impegna a promuovere almeno un incontro l’anno nella propria provincia, con modalità definite autonomamente, del quale sarà data notizia nel calendario nazionale.
– Il referente provinciale si impegna a partecipare al Convegno che si terrà annualmente per confrontare esperienze e proporre iniziative.
– Il convegno nazionale sarà organizzato ogni anno, in una località diversa, dal gruppo provinciale di riferimento.
– La documentazione delle attività progettate o svolte, così come il confronto tra i componenti, avverrà utilizzando prioritariamente la pagina Facebook dedicata e il sito del gruppo.

– I contributi individuali che rappresentino la rete così come i documenti elaborati da “gruppi interni” devono essere approvati, preventivamente, dal responsabile scientifico e saranno pubblicati a nome degli autori seguiti dalla dicitura: “Rete Docenti e Dirigenti a Compiti Zero”.
Attualmente, le province rappresentate dalla Rete Docenti e Dirigenti a Compiti Zero”, sono:

Asti, Torino, Verbano-Cusio-Ossola, Brescia, Como, Cremona, Trento, Genova, Modena, Parma, Prato, Arezzo, Ancona, Macerata, Roma, Salerno, Napoli, Carbonia-Iglesias Oristano, Siracusa.