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Prima ora | notizie del 17 luglio

17.07.2026

La Scuola al centro: il Comparto Istruzione e Ricerca traina la contrattazione integrativa nel 2025

I dati emersi dal monitoraggio ARAN per l’anno 2025 evidenziano come il settore dell’Istruzione e della Ricerca continui a ricoprire un ruolo di assoluta preminenza nel panorama della contrattazione di secondo livello nelle pubbliche amministrazioni italiane. Con una quota che rappresenta quasi la metà del totale dei contratti trasmessi, la scuola si conferma il vero motore delle relazioni sindacali decentrate.

Un primato di volumi e partecipazione

Nel corso del 2025, il comparto “Istruzione e Ricerca” ha trasmesso complessivamente 8.519 contratti integrativi, pari al 46,8% del totale nazionale. Entrando nel dettaglio, è il settore della Scuola a dominare la scena con 8.167 atti, incidendo da solo per il 45% sull’intera attività contrattuale della PA.

Un dato particolarmente significativo riguarda la capillarità dell’attività negoziale: l’88% delle sedi di contrattazione del comparto è risultato attivo, con punte dell’89,2% nelle istituzioni scolastiche e dell’87,1% nelle università. Questa vivacità si traduce in un’altissima protezione contrattuale per i lavoratori: circa l’89,2% del personale non dirigente della scuola è coperto da un contratto integrativo, superando di gran lunga la media generale del pubblico impiego (78,8%).

Una contrattazione prevalentemente normativa

A differenza degli altri comparti della PA (come le Funzioni Centrali o Locali), dove la contrattazione si focalizza principalmente sulla distribuzione economica delle risorse, il settore dell’Istruzione e Ricerca mostra una forte vocazione normativa.

Infatti, ben il 63% dei contratti del comparto disciplina aspetti normativi del rapporto di lavoro. Nello specifico delle scuole, tale percentuale sale al 64%, a dimostrazione del fatto che nelle istituzioni scolastiche il confronto negoziale serve innanzitutto a regolare l’organizzazione e le modalità di svolgimento della funzione pubblica, piuttosto che la sola gestione dei fondi accessori.

Relazioni sindacali solide e adesione delle RSU

Il rapporto evidenzia un clima di relazioni sindacali molto costruttivo all’interno del mondo dell’istruzione. Il tasso di adesione delle RSU alla firma dei contratti raggiunge livelli d’eccellenza, attestandosi al 96,7% per il settore Scuola e al 92,9% per l’Università.

Coerentemente con questo dato, il ricorso agli atti unilaterali da parte delle amministrazioni scolastiche è estremamente limitato: solo lo 0,8% dei casi (65 atti su oltre 8.000), confermando come la via del dialogo rimanga la modalità ordinaria di regolazione dei rapporti di lavoro.

Le criticità

Nonostante i dati positivi sulla partecipazione, il settore non è esente da difficoltà gestionali. Un elemento di criticità è rappresentato dai ritardi: il 56,8% dei contratti scolastici trasmessi nel 2025 si riferisce ad annualità precedenti. Questo fenomeno riflette le complessità procedurali e amministrative che le istituzioni di grandi dimensioni incontrano nella chiusura tempestiva dei negoziati.

Dal punto di vista geografico, l’attività è particolarmente concentrata nelle grandi regioni:

  • In Lombardia, la Scuola ha prodotto 1.185 contratti (il 40% del totale regionale).
  • Nel Lazio, la Scuola ha contribuito con 881 contratti (il 41% del totale regionale).

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