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La strana vicenda dell’Ente nazionale per le biblioteche popolari e scolastiche

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Fra le misure che il Governo sta inserendo nella legge finanziaria 2007 per risparmiare sulle spese e per recuperare fondi inutilizzati vi è la definitiva chiusura di Enti pubblici considerati inutili.
Fra questi vi è anche l’ Ente nazionale per le biblioteche popolari e scolastiche; incuriositi dal nome abbiamo condotto una piccola indagine in rete per sapere almeno di cosa si sia finora occupato l’Ente in questione.
L’Ente nacque nel 1917 con lo scopo di favorire la diffusione di biblioteche popolari sia nei piccoli centri sia nelle scuole. Pubblicava anche la rivista periodica “La parola e il libro” che forniva tra l’altro ampi repertori bibliografici, recensioni, schede di lettura e così via.
La rivista cessò le pubblicazioni nel 1976 in concomitanza con la soppressione formale dell’Ente decisa con decreto del Presidente della Repubblica n. 431 del 4 luglio 1977; iniziarono anche le procedure per la messa in liquidazione dell’Ente.
Ma evidentemente le modalità erano particolarmente lunghe e complicate tanto che ancora nel 1988 il Ministero del Tesoro doveva istituire un apposito Ispettorato generale per gli affari e la gestione del patrimonio degli enti disciolti (I.G.E.D.).
Nel 1998 l’I.G.E.D. veniva ulteriormente riorganizzato mediante apposito regolamento e prendeva la denominazione di Ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti e a seguito della legge n. 300 del 1999 sul riordino complessivo della Pubblica Amministrazione veniva articolato in 14 Uffici: al X Ufficio veniva affidato l’incarico di curare la liquidazione di 31 Casse mutue provinciali e di un’altra decina di Enti già dichiarati soppressi a partire dagli anni ’70 (tra questi l’Ente per le Biblioteche popolari e scolastiche).
Finalmente il 20 dicembre 2001 il Ragioniere generale dello Stato firma il decreto di chiusura della gestione liquidatoria dell’Ente con il quale si accerta un avanzo attivo di 3milioni di euro.
Il decreto stabilisce anche “l’avanzo finale di liquidazione unitamente agli interessi maturati e maturandi alla data di estinzione del conto corrente esistente presso la Banca nazionale del lavoro ed intestato al predetto ente, è devoluto allo Stato e versato nel conto n. 21029 (ex 255), di cui al comma 2 dell’art. 14 della legge 4 dicembre 1956, n. 1404, acceso presso la Tesoreria centrale dello Stato”.
Il decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 272 del 20 novembre 2002 e quindi a quel punto diventa esecutivo a tutti gli effetti.
E invece, non si sa davvero perché, arrivati al mese di settembre 2006 (quasi 30 anni dopo la soppressione dell’Ente) l’avanzo di esercizio dell’Ente Biblioteche pare non essere ancora entrato nella piena disponibilità dello Stato, tanto che ora il Governo sta tentando di inserire i 3 milioni di euro nella legge finanziaria del 2007…
Sarà la volta buona?