Home Generale La tentazione è arrendersi per sfinimento. Tanto cosa si può fare?

La tentazione è arrendersi per sfinimento. Tanto cosa si può fare?

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In un momento cosi complesso per la Nazione, sembra che un dissennato Teatro dell’Assurdo – accordi mai pensati, tradimenti più o meno annunciati, patti tra chi sino a ieri si è odiato e sbeffeggiato – abbia eletto a propria sede il palcoscenico della Politica…

Eppure non tutti i membri della classe politica sono privi di senno; abbiamo uomini e donne oltre ogni schieramento politico dalle idee robuste, dalle visioni lungimiranti che non sono sulla prima pagina dei social perché …non abbastanza “cool”.

Intanto il cittadino, con i suoi like e i suoi click, offre visibilità ai protagonisti dell’assurdo, senza alcuna consapevolezza di quali saranno le reali conseguenze e di quale sarà il prezzo reale delle promesse fioccate dagli uni e dagli altri su tutti gli italiani… Reddito di cittadinanza, flat tax, quota 100: potrebbero sembrare interventi settoriali, “chirurgici”, per guarire la Grande Malata, la nostra societas. Ma non illudiamoci: se pochi godranno di qualche beneficio, tutti pagheranno cari gli errori di superficialità, ignoranza e demagogismo che stanno alla base di scelte irresponsabili.

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La tentazione è arrendersi per sfinimento (o per paura? Mai sia…) perché “tanto, cosa si può fare?” Solo il contrario di quello che fanno gli altri: fare appello alla scienza, alla lettura, alla conoscenza e capire davvero le questioni come stanno, chiedendo a chi ha reali competenze, al di là del colore politico, purchè sia equilibrato, sano di mente, ragionatore di testa e non di pancia.

Andare al voto, va bene; la parola agli italiani, d’accordo. Ma sarà votata gente che sa quel che dice, perché ha studiato per anni, gente che ha buon senso, che sa come ci si pone istituzionalmente, che si esprime in modo civile, gente per cui non è possibile tutto e il contrario di tutto?

Aveva ragione Sturzo a dire che senza libertà di scelta educativa gli italiani sarebbero stati schiavi: l’impressione è che oggi siano tenuti in ostaggio dai capricci e dalle diatribe di chi non pare aver affrontato, fino ad oggi, la realtà italiana con serietà, studio, analisi, in una parola, cultura.

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