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La Turandot per i bambini si recita a Palermo

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Al Teatro Massimo di Palermo è stata messa in scena un’opera per bambini dai tre ai quattro anni dal cattivante titolo: “T. come Turandot”, liberamente tratto dal capolavoro di Puccini, in collaborazione con il Teatro sociale di Como, con la regia di Lisa Capaccioli.

Lo spettacolo è inserito nel cartellone collaterale “0-18 Musica per crescere fin dalla culla”, con cui il Massimo di Palermo “propone una stagione a misura di bambini, sin dai primi vagiti, anzi ancora prima, sin dal grembo delle madri”. “T. come Turandot” è il primo spettacolo che il Teatro dedica ai piccoli in età da scuola dell’infanzia. “Che saranno coinvolti nella storia di Turandot, la bellissima principessa nata con il freddo dentro al cuore, che amava fare gli indovinelli e che un giorno fuggì sulla luna per non sposare nessuno”, si legge in una nota.

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“Lavoriamo per un Teatro Massimo aperto a tutti, per età, genere, condizione sociale – dice il sovrintendente, Francesco Giambrone – Con questa stagione collaterale che si accosta a quella istituzionale realizziamo il sogno di vedere sale animate di spettacoli ogni giorno, con spettacoli che guardano da un canto alla costruzione di un nuovo pubblico giovane, attento, consapevole e critico con importanti significati pedagogici e forti potenzialità didattiche; dall’altro alle famiglie che così hanno nel Teatro un luogo di aggregazione e di condivisione”.

“In questa fiaba d’amore e capricci, risate e parole da indovinare, si ricorderà ai grandi e ai bambini che bisogna aprire il proprio cuore agli altri, perché solo così si può crescere e diventare persone migliori. Ma la storia parla anche di Calaf, un principe bello come il sole, che si innamorò di Turandot e volle chiederla in sposa. Infine, la storia racconta della dolce e coraggiosa Liù, la serva salita sulla luna per ricordare a Turandot che la vita è una sola e che bisogna volere bene. I bambini si preparano ad assistere allo spettacolo grazie a un libretto realizzato ad hoc sull’opera scelta, dove disegnando e ritagliando possono apprendere sia la storia che i principali temi dell’opera”, si legge nella nota.