Sta facendo discutere la scelta, della regione Emilia Romagna, di avviare una sperimentazione che consente ad alcune scuole di aprire dal 31 agosto, quindi oltre due settimane prima del 15 settembre, giorno in cui riprenderanno le lezioni secondo il calendario scolastico regionale per venire incontro ai genitori lavoratori.
I genitori potranno aderire su base volontaria; le attività saranno completamente gratuite o quasi. L’iniziativa ha scatenato un dibattito che tocca vari temi. In questo contesto, si torna quindi a parlare, per l’ennesima volta, dell’esigenza di rivedere il calendario scolastico: sarebbe il caso di modificarlo per adattarlo alle esigenze dei genitori, come chiedono da tempo, ad esempio, le mamme influencer di Mammadimerda?
Qualche mese fa ne aveva addirittura parlato l’allora ministra del turismo Daniela Santanchè sostenendo di avere concordato la proposta – che sostanzialmente sottraeva giorni di vacanza nel periodo estivo – con il titolare del Mim Giuseppe Valditara. Quest’ultimo, dal canto suo, ha detto di non saperne niente, per poi rilanciare il Piano Estate 2026, stanziando a sostegno circa 300 milioni di euro.
Proprio sul Piano Estate si è espresso il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani, che ha fatto una proposta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: “Oggi gli istituti scolastici non rappresentano soltanto luoghi deputati alla trasmissione delle conoscenze, ma sono chiamati a svolgere una funzione più ampia: diventare punti di riferimento per la crescita civile, culturale e relazionale delle nuove generazioni, offrire sostegno alle famiglie, contrastare le diseguaglianze e rafforzare i processi di inclusione”.
“Proprio perché condividiamo questa visione, riteniamo necessario richiamare l’attenzione su una questione che rischia di rappresentare uno dei nodi più delicati per il presente e per il futuro della scuola italiana: il cambiamento climatico e le sue conseguenze sulle condizioni nelle quali studenti, docenti e personale scolastico vivono quotidianamente gli ambienti educativi”.
“Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge pertanto un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara affinché il percorso già avviato attraverso i progetti di ampliamento del tempo scuola possa essere accompagnato da un intervento strutturale capace di affrontare in modo organico la questione delle condizioni ambientali degli edifici scolastici.
Riteniamo indispensabile avviare un monitoraggio nazionale capillare che permetta di conoscere lo stato reale del patrimonio scolastico italiano. È necessario verificare quanti istituti siano attualmente dotati di sistemi di climatizzazione adeguati e quanti, invece, risultino ancora privi di strumenti idonei a garantire condizioni compatibili con il benessere e la sicurezza delle persone. Ma sarebbe altrettanto importante estendere tale rilevazione anche all’individuazione delle misure e dei possibili rimedi già disponibili nelle scuole per contrastare gli effetti delle alte temperature: sistemi di ventilazione, schermature solari, interventi di isolamento termico, efficientamento energetico, spazi ombreggiati, dispositivi di raffrescamento e ogni altra soluzione in grado di mitigare l’impatto delle ondate di calore”.
“La scuola del XXI secolo non può essere progettata sulla base di condizioni climatiche che appartengono ormai al passato”.