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02.04.2026

Le Iene, Caccamo: “Qualcuno parla mai dei docenti? Ormai, per avere l’attenzione, devono spiegare ai ritmi di TikTok”

Il comico e docente Filippo Caccamo è intervenuto ieri, 1° aprile, al programma di Italia Uno Le Iene all’interno della rubrica “Pregiudizio Universale“. Il content creator si è soffermato sulla violenza sui docenti, parlando dello stato della scuola all’indomani dell’accoltellamento della docente da parte di uno studente in provincia di Bergamo.

Le Iene, il monologo di Caccamo

Ecco cosa ha detto, in tono dolceamaro: “Ma cosa sta succedendo alla scuola italiana? La domanda riguarda tutti, tutti siamo andati a scuola. Io ho insegnato a scuola, ma in un’altra, non quella di adesso. Nella scuola in cui ho insegnato io non si facevano i compiti con ChatGpt, non si guardavano i film alla lavagna, non ci si accoltellava, ma le cose stavano iniziando a cambiare”.

“Un docente, per avere l’attenzione di un ragazzo abituato a stare sui social, deve spiegare ai ritmi di TikTok, deve creare dei trend, come ‘cinque motivi per odiare Napoleone’. Ma non è possibile, i docenti sono intelligenze naturali. Non artificiali”, ha aggiunto.

“Comunque ci hanno provato a modernizzare la scuola. Noi avevamo il registro cartaceo. I ragazzi non possono più bigiare o fare firme falsificate. Oggi entri in una scuola media e ti sembra di entrare nella factory di Elon Musk. Noi per vedere un film a scuola andavamo giù in sala TV o chiamando la bidella con il carrellino con il televisore sopra. E si doveva creare l’atmosfera”.

“Nella scuola è cambiato tutto in pochissimo tempo per risolvere questo problema: come avere l’attenzione dei ragazzi settati sulla velocità di un algoritmo. Ma siamo sicuri siano cambiate solo le tecnologie? E non anche le persone, l’umanità? Si può modificare la scuola come vogliamo, ma senza l’insegnante in carne ed ossa non si va da nessuna parte”.

“Ma qualcuno parla mai degli insegnanti? Mi piace pensare alla scuola di oggi come un aereo, in cui tutti si preoccupano dei sedili, dei televisori davanti, ma al pilota no. Quando non chiedi per tanto tempo come stia il pilota, il pilota si sente solo e diventa fragile. E diventando fragili si viene attaccati”.

“Tutti hanno avuto l’esigenza di commentare il caso della docente accoltellata. Ci sono i supporter della legalità. Quelli che a prescindere della notizia devono sentirsi protagonisti. Quelli che la buttano nella politica. Quelli che vogliono modificare gli istituti. Quelli che se la prendono con la musica, come la trap. Mai come in questi casi commentare non ha senso. Piuttosto dovremmo fermarci un attimo: interrompere i programmi scolastici, spegnere le lim, e chiederci seriamente: cosa sta succedendo alla nostra scuola? Come stanno i professori e gli studenti? Tu che per 1500 euro al mese insegni a un ragazzo che dorme e fai anche da genitore gratis, come stai?”, ha chiosato.

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