Oggi, 13 gennaio, debutta su Rai1 il film tv “Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli“, con protagonista Federico Cesari, che condivide la scena con Benedetta Porcaroli, Margherita Buy, Riccardo Scamarcio. La regia è affidata a Giuseppe Piccioni.
Quest’ultimo ha parlato di come sarà descritta la figura di Pascoli nella pellicola all’Ansa: “Lasciamo scoprire un Pascoli più intimo rispetto alla visione comune che abbiamo avuto sui banchi di scuola. Le suggestioni che ha vissuto nella giovinezza. Non solo talento di un uomo, ma anche una profonda disciplina dettata dalle sue esperienze. Pascoli è una figura molto sensibile anche in gioventù e, per questo, la chiave di lettura sa essere molto contemporanea e magari di ispirazione anche per i giovani d’oggi”.
Attraverso i ricordi della sorella del poeta, il film tv racconta la vita di Pascoli: l’assassinio del padre, la giovinezza segnata dalla povertà, l’impegno politico e il rapporto complicato con Giosuè Carducci. Lo sceneggiatore Sandro Petraglia aggiunge: “Da una semplice suggestione ci è venuto in mente che il funerale di Pascoli ha avuto una partecipazione di popolo. Siamo partiti da questo e poi abbiamo analizzato articoli e scritti. L’obiettivo era di mettere insieme ‘fantasmi’, lo vediamo bambino su quel treno che lo riporta a casa quando è morto e personaggi presenti per unire realismo e suggestione per rifuggire dalla biografia in senso classico”.
L’uscita del film tv su Pascoli può diventare un’occasione preziosa anche per la didattica. Serie tv, film, canzoni e altri prodotti culturali parlano il linguaggio degli studenti e intercettano la loro attenzione in modo immediato. Non sostituiscono lo studio dei testi, ma possono funzionare da “porta d’ingresso”: aiutano a collocare un autore nel suo tempo, a coglierne i nodi biografici ed emotivi, a rendere meno astratti concetti che sui manuali rischiano di apparire lontani e freddi.
Usati in modo guidato, questi strumenti favoriscono un apprendimento più significativo. Vedere Pascoli raccontato in una narrazione audiovisiva può stimolare domande, curiosità, confronto critico tra finzione e realtà storica, tra interpretazione e testo poetico. In questo senso, prodotti come film e serie non semplificano la complessità, ma possono aiutare gli studenti ad avvicinarsi ad essa con maggiore coinvolgimento, trasformando lo studio in un’esperienza meno passiva e più consapevole.