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Legge di Stabilità, servono 2,2 miliardi: anche per la scuola ci saranno tagli

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La scure dei tagli di fine anno non risparmierà la scuola: la notizia è arrivata ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni, durante un incontro tenuto con alcuni componenti del Governo.

L’intenzione sarebbe quella di procedere alla riduzione del taglio alla spesa da 2,2 miliardi di euro, derivanti da misure contenute nelle manovre dei precedenti Esecutivi. Con alcuni comparti – come sanità – che si fermerebbero ad una sforbiciata minima, attorno al 2%. Per la Sanità, invece, la riduzione sarebbe consistente, sembra di non meno di due miliardi. Altri ministeri, tra cui probabilmente anche la scuola, potrebbero arrivare a riduzioni di spesa decisamente più consistenti: si parla anche dell’8%. I governatori, dal canto loro, hanno chiesto una decurtazione. Nelle prossime settimane, capiremo se ci sono margini di trattativa.

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Ma in cosa consisterebbe un’eventuale riduzione di spesa per la scuola? Trattandosi di regioni, non è da escludere che il Governo sia intenzionato a continuare l’opera di dimensionamento. Con diverse scuole, in particolare soggette maggiormente al calo di iscrizioni, che rischierebbero di perdere l’autonomia. In tante, ricordiamo, possono contare su un numero di alunni solo leggermente superiore ai minimi imposti dalla Legge 133 del 2008 (da cui derivarono oltre 2mila fusioni o soppressioni di istituti).

 

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C’è poi da capire se il Governo ha intenzione di mettere mano alle norme, introdotte guarda caso con l’ultima Legge di Stabilità, che impediscono ai dirigenti di nominare i supplenti per il primo giorno di assenza. E il personale Ata, salvo casi particolari, per la prima settimana. Su questo punto ci sono diverse pressioni perché si opti per la soppressione. Solo che il Governo è a caccia di soldi, si parla di circa 500 milioni solo dalla scuola. E tornando sui suoi passi su questa decisione delle supplenze ‘brevi’, ne perderebbe di sicuro alcune decine.

Per il momento, è inutile avventurarsi su ulteriori ipotesi: presto, si giocherà a carte scoperte. E allora potremo parlare di fatti e non più ipotesi.

 

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