Il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti rassicura: nessun taglio alla scuola e alla sanità nonostante l’aumento delle spese militari. Questo il messaggio lanciato oggi, 22 luglio, alla Camera dei Deputati, durante il question time.
“L’affermazione per cui la spesa in difesa non sarebbe conciliabile con il raggiungimento di altri obiettivi di policy deve essere smentito sulla base sia della corretta perimetrazione degli interventi e del relativo riparto su un arco temporale pluriennale, sia per il possibile ricorso a strumenti di flessibilità nei limiti consentiti dal vigente quadro di riferimento europeo”, ha detto rispondendo all’interrogazione di Avs, come riportato da Fanpage.
“Mi riferisco – ha sottolineato – non tanto al tema Safe, che è e resta un prestito, quanto alla possibilità di valutare di richiedere la clausola di salvaguardia nazionale, che dovrà essere assunta a livello parlamentare. L’Italia ha ottenuto la possibilità di utilizzare la flessibilità non solo per il settore della difesa ma anche per quello dell’energia. Così che si potrebbe ottenere una deviazione dal sentiero di spesa netta raccomandato, effettuando spesa aggiuntiva senza effettuare tagli ad altri voci del bilancio dello Stato come educazione e sanità”.
“Il Governo – ha rimarcato – non intende in alcun modo ridurre spese per l’educazione e la sanità per finanziare la difesa, tanto è vero è che qualora il parlamento concedesse la possibilità di aumentare le spese per la sicurezza e la difesa dovrà deliberare uno scostamento di bilancio”.
Ieri, martedì 21 luglio, alle ore 15.30, presso la sede nazionale del Partito Democratico a Roma, si è tenuto il convegno “Il tempo della scuola. Più opportunità per tutti e per ciascuno“. Il dibattito introdotto da Irene Manzi, responsabile Scuola nella segreteria nazionale del partito, ha visto gli interventi di amministratori, docenti, associazioni e parlamentari del Pd.
A concludere ai lavori la segretaria Elly Schlein, che spesso si è scagliata contro i tagli alla scuola. Ecco il suo discorso: “Come Partito Democratico, abbiamo dedicato numerose iniziative alla questione della scuola e dell’educazione dell’infanzia, ponendole come priorità insieme all’università e alla ricerca. Da che tipo di scuola immaginiamo per il futuro passa l’idea di Paese che abbiamo: un Paese che non crede nella scuola non crede nel suo futuro. È da lì che si contrastano le diseguaglianze e la povertà educativa, invertendo una rotta che oggi vede la povertà trasmettersi di generazione in generazione. La scuola è il luogo dove riscattare il futuro delle persone, puntando sulla dignità e sulle pari opportunità.
Dobbiamo garantire a ogni bambina e bambino un’estate ricca di opportunità educative, culturali e relazionali, indipendentemente dal reddito familiare o dal luogo di residenza. Questo richiede una riflessione sul tempo pieno, che non è ancora una realtà garantita in tutto il territorio, ponendo un problema di coerenza con l’articolo 3 della Costituzione sull’eguaglianza sostanziale. Sappiamo che il tempo estivo non è uguale per tutti, ma non cerchiamo soluzioni calate dall’alto: vogliamo costruire risposte insieme alla scuola e alle famiglie attraverso il paradigma delle comunità educanti e dei patti educativi territoriali. Ascoltiamo ciò che ha funzionato bene nel Paese per renderlo un’opportunità per tutti. Siamo aperti a discutere anche del calendario scolastico, facendo emergere le soluzioni dal confronto con chi lavora nelle scuole e con i ragazzi.
Oggi le opportunità estive non sono accessibili a tutti a causa dei costi elevati, che nel privato possono raggiungere i 750 euro al mese per figlio. Il piano estate del Governo è arrivato tardi e male, raggiungendo solo un alunno su nove e lasciando le famiglie prive di reti di supporto in seria sofferenza. Ci sono 142.000 minori che vivono in aree di forte disagio dove l’abbandono scolastico è il doppio della media; molti giovani saltano la scuola perché non credono che essa possa garantire loro un futuro dignitoso. Questo nega la radice dell’articolo 34 della Costituzione. Non possiamo dimenticare i divari strutturali, come i ragazzi di Mazara del Vallo che fanno lezione in un garage da 15 anni. Serve investire in spazi nuovi, accoglienti e attrezzati contro i cambiamenti climatici, risolvendo il problema della mancanza di climatizzazione che colpisce soprattutto le famiglie in povertà energetica.