Home I lettori ci scrivono Lo strano caso di Educazione Tecnica nelle scuole medie in Piemonte

Lo strano caso di Educazione Tecnica nelle scuole medie in Piemonte

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Riporto i fatti che si sono verificati in provincia di Torino grazie ad un susseguirsi di assurdità e approssimative scelte politiche. Questa classe di concorso sino allo scorso anno scolastico dava lavoro e prospettive lavorative a molti di noi laureati prevalentemente in Architettura od Ingegneria che provenienti da attività e percorsi di vario tipo siamo confluiti nell’insegnamento della presente materia.

Anni di onorato lavoro spesso in scuole “difficili” ci hanno fatto diventare competenti sia nei contenuti della disciplina che sui metodi per gestire la classe a dispetto delle varie metodologie e paradigmi che vengono offerti con una eccessiva enfasi nei corsi di specializzazione. Ora, quando molti di noi sfiorano, raggiungono oppure superano il decennio di insegnamento, dopo aver costruito una famiglia con tanto di prole e di mutuo da pagare arriva il mare di evidenti assurdità che si impongono assumendo la forma di eventi che nonostante le nostre urla non si modificano e che, malgrado gli sforzi, non si riesce a gestire. Per chi vive solo di questo lavoro le scelte che sono state ordite stanno diventando errori drammatici. Noi, insieme ad altre classi di concorso che hanno subito lo stesso nostro destino, abbiamo dovuto abilitarci all’insegnamento attraverso due canali (TFA o PAS) da cui non potevamo esimerci poiché le direttive del MIUR ci hanno dipinto l’abilitazione come necessaria per la tanto agognata immissione in ruolo e creando oltremodo disparità di diritti e contrapposizioni tra le due figure di abilitati (il TFA è stato pensato e realizzato attraverso prove di ammissione in base al fabbisogno di cattedre stimato; il PAS, invece, è stato pensato in base agli anni di servizio).

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Quindi le suddette categorie, formate a caro prezzo (duemila e rotti euro), con difficoltà di ogni tipo attraverso una serie di esami in un intervallo temporale molto ristretto che solo chi è stato sottoposto a tale “formazione” può capire, erano FINALMENTE pronte, adeguate alle prerogative che il Ministero aveva immaginato per la corretta figura dell’insegnante e che, insomma, adesso avevano veramente le carte in regola per poter insegnare, grazie alla fantomatica abilitazione, come se prima di allora si fosse solamente scherzato. Invece no! Abbiamo capito male noi oppure il MIUR non ci ha spiegato bene come stavano le cose? Il concorso del 2012 ha inserito nel mondo della scuola dei docenti che sovente non sono mai entrati in un aula.

La cosiddetta “Buona Scuola”, non paga, ha voluto inserire anche gli idonei che, come sappiamo, nostro malgrado, arrivavano nella maggioranza dei casi dalla Campania e dalla Sicilia dove il loro numero era veramente esorbitante. Costoro sono stati spalmati sul resto della penisola sottoponendoli, oltretutto, ad un esodo forzato con fumose promesse di ritorno nei luoghi di provenienza. Il risultato è che il numero delle cattedre della nostra classe di concorso è stata quasi totalmente occupata, le nostre prospettive lavorative massacrate al punto di dover attendere un posto sul sostegno ed unicamente su quello. Si ricorda che il Concorso scuola 2012 era su base regionale, invece ha dato posto in regioni diverse da quella per cui si era fatta domanda solo per trovare una cattedra libera a tutti i costi e solo in virtù della famigerata 107. Ora mi imbatto con colleghi della fase B che di scuola sanno poco o niente e “l’insolito” e paradossale impiego del personale della fase C in quello che il Governo chiama “Potenziamento” con evidente licenza poetica. Ma, dico, e noi? Non eravamo coloro che erano stati finalmente formati come dei bravi soldatini nella nostra materia per poter trasmettere le conoscenze con il valore aggiunto dell’esperienza maturata sul campo? In realtà qualcuno il contentino ce l’ha dato con il concorso scuola 2016. Questa è l’occasione della vita, un modo di valutazione serio di docenti già laureati, già abilitati, alcuni dei quali con master e pubblicazioni, esperienze all’estero e quant’altro.

Che idea. A detta del Ministro è questo il modo per essere veramente sicuri che costoro siano capaci “sul serio” di ricoprire il posto a cui aspirano non importa se essi siano stati sottoposti sino al giorno prima ad esami voluti dallo stesso ministero. Così noi intanto studiamo ancora un poco così da diventare veramente capaci e competenti mentre altri occupano i posti a disposizione. Il concorso, ovviamente, voluto per i soli abilitati con una prova giusta, calibrata, nei tempi e nelle modalità di esposizione delle risposte. No, neanche questo! Anzi si è pensato corretto dare poco tempo e domande complesse. Perché? Cosa frulla nella testa di costoro che ci muovono come fossimo burattini, esseri non senzienti, sottoposti al loro volere sempre e comunque. Magari questa prova avremmo potuto farla da bendati. Perché no? Magari su un piede solo. Tutto questo forse no, però senza griglie di valutazione sì! però con procedure scorrette anche! Ma a proposito il concorso è aperto veramente solo agli abilitati? E no abbiamo ancora quest’ennesima spada di Damocle sul nostro capo, tanto che se fossero accolte positivamente le istanze di coloro in possesso della sola laurea ci troveremmo un numero di non abilitati superiore a quello degli abilitati nella nostra sola classe di concorso grazie alla lungimiranza di molti sindacati che con una mano ti proteggono e con l’altra ti colpiscono alle spalle. Ma allora si chiede ai signori politici il perché di questo concorso quando bastava scorrere le graduatorie (sappiamo che da sempre il concorso, come più volte ribadito non è il solo mezzo per l’ingresso in ruolo). Perché ci avete di fatto sottoposti al massacro dell’abilitazione? siamo per caso delle mucche da mungere per dare qualche soldo alle Università? Cosa farete di noi dopo che, magari, qualche neo laureato vincerà il concorso perché ha avuto semplicemente la possibilità di poter studiare un po’ di più e di essere particolarmente veloce a digitare sulla tastiera o quando si troverà per la prima volta in una classe con un livello di esperienza pari allo zero assoluto dovrà veramente farsi le ossa come noi ce le siamo fatte un decennio orsono? Cosa farete di questa marea di persone che voi avete voluto abilitare e preferite, anziché assumere, eliminare definitivamente dopo aver superato i famosi 36 mesi? Dio mio! si è superato ogni limite logico di comprensione delle dinamiche che governano le vostre scelte.

Mi auguro che almeno voi non sappiate cosa fare e quindi azzardiate nell’attesa di capire cosa succederà domani ma vi giustifichiate per non perdere la faccia o quel che resta del vostro elettorato. Noi costretti all’angolo non sappiamo cosa fare e in un futuro prossimo come pagare il mutuo o dare da mangiare ai nostri figli e aspettiamo che dalle vostre farneticazioni spunti qualche perla di saggezza. Ma soprattutto mi chiedo come possiate fare delle scelte assurde e non pagare in termini di responsabilità. A noi rimangono le ferite da voi inferte che stentano a rimarginarsi o incancreniscono mentre a voi vengono assegnati incarichi prestigiosi. La Giustizia forse è morta da tempo ma continua a puzzare il suo cadavere e questo odore noi lo sentiamo distintamente. Nell’attesa di scomparire dall’orizzonte lavorativo e attendendo che Voi per l’ennesima volta perseguiate i vostri assurdi fini con estrema disinvoltura porgo i più cordiali saluti.