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21.07.2025

Luca Serianni, tre anni dalla morte: la sorpresa alla docente in procinto di andare in pensione un mese prima dell’incidente

Tre anni fa, il 21 luglio 2022, è scomparso il noto linguista e filologo Luca Serianni, tre giorni dopo essere stato investito da un’automobile a Ostia, non lontano dalla sua abitazione, mentre attraversava sulle strisce pedonali.

Come ricorda Treccani Serianni era attivo su vari fronti, dalla scuola alla promozione della diffusione dell’italiano all’estero, aveva fatto in tempo a vedere realizzato il MUNDI, il Museo nazionale dell’italiano, nell’ex monastero della Santissima Concezione, all’interno del complesso di S. Maria Novella a Firenze, un progetto a cui teneva molto, che perseguiva fin dai primi anni Duemila, e per il quale aveva coordinato un gruppo di lavoro che comprendeva rappresentanti dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dell’Accademia della Crusca, dell’Accademia dei Lincei, della Società Dante Alighieri, dell’Associazione per la Storia della Lingua Italiana.

Gli ultimi eventi

In uno dei suoi ultimi eventi pubblici, nel giugno 2022, ha partecipato alla Festa della Lingua in una scuola di Roma per accompagnare una professoressa alla conclusione del suo ciclo lavorativo.

“Un regalo stupendo, una vera sorpresa!”, ha commentato la docente, salutando il professore e i cari alunni.

Il congedo alla Sapienza

Serianni più volte si è concentrato su temi cari alla scuola e all’insegnamento: per la sua lezione di congedo all’Università Sapienza di Roma aveva scelto proprio il tema dell’insegnamento, dicendo le seguenti parole ai suoi studenti: “Chi sceglie di fare l’insegnante non può permettersi il lusso di essere pessimista, perché ogni allievo è una risorsa preziosa”. Insomma, con queste parole lo studioso ha lasciato intendere che a suo avviso non bisogna mai smettere di credere nei propri studenti e nelle loro potenzialità, mai smettere di impegnarsi per garantire loro, tra le mille difficoltà e i mille ostacoli, un’istruzione adeguata.

L’ultima lezione di Luca Serianni, come riporta Il Manifesto, quella fatta il 14 giugno del 2017 nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere della Sapienza, fu come un concerto rock, in un silenzio interrotto solo dagli applausi scroscianti di studenti, ex studenti e colleghi, Serianni, rivolgendosi agli studenti, disse: “Ho avuto, nel mio lavoro, come riferimento il secondo comma dell’articolo 54 della Costituzione, che dice “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. Per questo ho chiesto ai miei allievi: “Sapete che cosa rappresentate per me? Voi rappresentate lo Stato”.

E aveva aggiunto: “Spero che questa affermazione possa lasciare traccia di sé in quanti, un giorno, dovessero ricoprire cariche pubbliche. Non sta a me stabilire se io abbia adempiuto al precetto costituzionale”. Per migliaia di studenti Luca Serianni è stato non “un” professore ma “il” professore.

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