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21.09.2026
Aggiornato il 22.09.2026 alle 11:44

Ma qual è il nostro compito? Cosa dovremmo mai rivedere?

Aggressione nella scuola di Roma: un fatto inaccettabile, un segnale significativo, una richiesta di aiuto… Le dichiarazioni del ragazzo mi hanno fatto riflettere tanto; si sarebbe vendicato in seguito a due “debiti” lasciati dalla professoressa dopo gli scrutini finali. Replico, i debiti al termine di ogni anno della scuola secondaria di primo grado non rientrano nella normativa scolastica, sono contemplati nel grado successivo ed espressi con un “giudizio sospeso” che si concluderà, entro il 31/08 di ogni anno, attraverso un esame finale. Credo che la scuola abbia divulgato una disinformazione, ciò non giustifica assolutamente l’atto compiuto dal minore, che va comunque aiutato. Cosa può fare la comunità educante? Qual è il nostro compito? E la famiglia? Il vero successo formativo non è fatto di sole abilità, competenze e conoscenze… 

Mi chiedo: e se fosse successo a me? Cosa dovrei “rivedere”? 
Un precario della scuola che crede in questa Istituzione e nella formazione del cittadino attivo del nostro domani. 

Salvo Santoro

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