“Una scuola più concreta e coinvolgente: il 45% degli studenti indica le lezioni più interattive e dinamiche come la prima leva per migliorare la scuola”: è quanto emerge dai tre rapporti realizzati per il progetto Iride ‘La scuola vista dai giovani’, presentato oggi a Roma da Claudia Donati, direttrice di ricerca Censis.
Dallo studio – realizzato su un campione di circa 8 mila studenti degli ultimi tre anni di corso di 61 scuole secondarie di secondo grado, assieme a una rilevazione su mille diplomati tra 18 e 24 anni – emerge anche la richiesta di programmi più attuali per il 32% degli intervistati, meno verifiche per il 31,9%, e meno ore di lezione per il 30,3%.
Inoltre, il 57,3% ritiene che gli insegnanti assegnino troppi compiti, il 54,7% che nel proprio percorso si studi troppo e il 52,1% si sente poco o per niente stimolato ad andare a scuola.
Inoltre, nel documento del Censis viene riportato anche che “il 43,4% degli studenti dichiara di non disporre di informazioni, conoscenze e competenze sufficienti per compiere una scelta consapevole per il proprio futuro e anche il 38,9% degli studenti del quinto anno ha bisogno di ulteriore supporto”.
C’è poi il “56,2% di studenti che – c’è scritto nel report – talvolta non comprende perché la propria valutazione è diversa da quella di un compagno, il 25,9% trova incomprensibili alcuni voti troppo bassi, mentre appena il 17,9% ha perfettamente chiari i motivi del voto o del giudizio ricevuto”.
“Solo il 9,3% afferma che tutti i docenti spiegano i criteri con cui assegnano voti e giudizi; per il 34,1% lo fa la maggioranza, per il 49,4% soltanto alcuni e per il 7,3% nessuno”.
Ma c’è un dato che dovrebbe fare riflettere: “il 71% considera la scuola una fonte continua di ansia e stress”, e per questo chiedono “una scuola che li sostenga”.
Per quanto riguarda gli episodi di violenza subìta, pratica e psicologica, “il 48,5% degli studenti si sente protetto solo in parte dalla scuola rispetto a bullismo, cyberbullismo o discriminazioni, il 36,3% per niente, e solo il 15,2% si sente del tutto protetto”. Per questo, servirebbe “una presenza educativa più continua, leggibile e vicina alle difficoltà concrete degli studenti”.
C’è anche da dire, però, che secondo “il 90,3% degli studenti la scuola è prima di tutto un luogo nel quale fare nuove conoscenze e amicizie. L’80,4% va d’accordo con i compagni, il 75,1% considera sereno il clima della classe e il 77,1% non si sente giudicato dai coetanei. Quando si chiede che cosa faccia stare meglio a scuola, il 54% indica il rapporto con i compagni di classe; seguono la ricreazione (23,3%), il rapporto con gli altri studenti (21,4%), e le ore percepite come più leggere con il 20,9%”.