Il tema della presenza degli alunni stranieri nelle classi continua ad essere al centro del dibattito politico, soprattutto in vista della norma che il Governo dovrebbe esaminare giovedì in Consiglio dei ministri.
A esprimere apprezzamento per l’iniziativa è Valentina Aprea, responsabile nazionale Istruzione di Forza Italia, che considera positiva la scelta del governo e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di intervenire per legge sulla materia.
In un comunicato di poche ore fa Aprea fa chiarezza su un aspetto che finora era rimasto un po’ nell’ombra: il limite del 30% di alunni stranieri nelle classi riguarderà solamente gli alunni e le alunne che non abbiano una sufficiente conoscenza della lingua italiana.
«È la giusta direzione per aiutare le famiglie e le scuole ad affrontare il problema di una buona integrazione che non alteri gli equilibri della didattica nelle classi», afferma Aprea, precisando tuttavia che Forza Italia attende di conoscere il testo definitivo del provvedimento prima di esprimere una valutazione completa. Per la responsabile nazionale Istruzione di Forza Italia, inoltre, la gestione del fenomeno non dovrebbe riguardare esclusivamente le istituzioni scolastiche, ma coinvolgere anche gli enti locali: “Non solo le scuole ma anche i Comuni e le Regioni”.
Quanto allo strumento normativo che verrà utilizzato dal Governo per “portare a casa” un risultato molto atteso da tutta la maggioranza (e forse anche dall’estrema destra di Futuro Nazionale) c’è ancora un po’ di incertezza, ma l’ipotesi più probabile (e più percorribile) è quella di un disegno di legge di iniziativa governativa che dovrebbe quindi godere di una corsia preferenziale in Parlamento.
Nei giorni scorsi si era parlato di un decreto legge ma – dalle informazioni in nostro possesso – sembra che la Presidenza della Repubblica vuole che sia il Parlamento ad assumere la responsabilità di ogni decisione.
A questo punto i tempi si potrebbero allungare anche se da Palazzo Chigi fanno sapere l’intera maggioranza lavorerà “come un sol uomo” per consentire una rapida approvazione del provvedimento.
C’è però un problema: fra pochi giorni inizierà anche la sessione di bilancio e il Governo avrà ben altri problemi da risolvere.
Su tutto, poi, grava un dubbio legato alla data delle prossime elezioni: se si dovesse votare in primavera potrebbero non esserci i tempi tecnici per approvare il disegno di legge. E a quel punto, con la nuova legislatura i giochi potrebbero essere diversi.