Home Attualità Maestra aggredita dalla madre di un’alunna: “salvata” dalle colleghe

Maestra aggredita dalla madre di un’alunna: “salvata” dalle colleghe

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Ancora un docente aggredito da un genitore. Stavolta si tratta di una maestra della scuola dell’Infanzia: era in servizio presso l’Istituto “San Filippo” di Benevento e la mattina di martedì 3 dicembre è stata picchiata con calci e pugni dalla madre di una alunna per cause ancora da accertare e su cui sono in corso le indagini della Questura.

L’aggressione e le cure

La docente, riferiscono le agenzie di stampa, è stata colpita dalla donna che si era recata nell’istituto scolastico per prelevare la figlia.

In aiuto della maestra, sarebbero immediatamente accorse le colleghe di scuola che hanno limitato gli effetti dell’aggressione.

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La maestra è stata subito condotta in ospedale, dove è stata medicata e poi dimessa con una prognosi di cinque giorni per contusioni.

Chi aggredisce un docente compie un reato aggravato

Ricordiamo che aggredire un docente mentre svolge il suo lavoro è un reato aggravato dal fatto che si commette violenza nei confronti di un pubblico ufficiale: una circostanza che dovrebbe portare sempre alla denuncia.

Lo scorso mese, parlando ai microfoni della Tecnica della Scuola, la sottosegretaria all’Istruzione Lucia Azzolina (M5S) ha tenuto a far sapere che con i componenti della Commissione Giustizia di Montecitorio, si sta impegnando nel realizzare “un intervento concreto, con l’obiettivo di prevedere l’aggravante per chi aggredisce il personale scolastico, per cause connesse all’esercizio della sua funzione”.

Miur si dove costituire sempre “parte civile”

Qualche mese fa, l’allora ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, annunciò l’intenzione del Miur, dinanzi alle “violenze contro i docenti” di costituirsi “sempre parte civile in eventuali processi”.

In effetti, costituendosi parte civile il Miur, permetterebbe ai docenti aggrediti di chiedere – necessariamente all’inizio dell’iter in tribunale penale – il risarcimento dei danni (morali e materiali) subiti in conseguenza del reato, ritrovandosi difesi, per questo versante, dall’avvocato finanziato dallo stesso dicastero dell’Istruzione.

Ad oggi, tuttavia, non ci risulta che l’impegno dell’ex ministro Marco Bussetti abbia avuto seguito.