Registrati
23.10.2026

Manifestazione 24 ottobre 2026, tam-tam nelle chat e sui social: si teme il “bis” delle violenze e dei saccheggi dello scorso weekend

Siamo in autunno inoltrato ma in Italia si stanno vivendo giorni “caldissimi“: nel Paese sono in corso delle proteste da parte di studenti, già da venerdì 16 ottobre, fino a tutto lo scorso weekend. A Milano c’è stata una guerriglia in Piazza Duomo, con molti dei protagonisti dei minori: le immagini di devastazione, con vetrine rotte, violenza, arresti, sulla scia di quanto sta accadendo in Francia, hanno lasciato senza parole.

E non sembra essere finita qui: in queste ore inoltre fioccano, nelle chat e sui social, messaggi relativi a possibili rigurgiti di proteste domani, 24 ottobre. Come riporta La Repubblica, la convocazione via social di domenica scorsa, poi trasformatasi nei saccheggi ai negozi, continua a preoccupare la Digos, che monitora costantemente chat e gruppi nella speranza di agire in tempo.

Per questo domani pomeriggio tutte le manifestazioni sull’asse San Babila-Cairoli-Duomo e nei punti potenzialmente caldi di Garibaldi e Porta Venezia saranno vietate, tanto che all’Usb e ai neofascisti di Blocco studentesco sono state concesse manifestazioni al mattino, ai proPal un presidio nel pomeriggio ma a distanza dal Duomo.

Chi invece (quasi) certamente si terrà alla larga dalla manifestazione — non ancora preavvisata in Questura, come nel resto d’Italia, ma pubblicizzata sui social con ritrovo alle 15 — saranno i collettivi studenteschi. Se si vedranno vicino alla piazza, come i centri sociali, sarà “solo per capire che succede”. 

Bis del 17 ottobre?

Intanto su TikTok continuano a spuntare volantini costruiti con l’Ia, video che invocano bis del 17 ottobre, reali o ironici, con i prodotti ambiti — dagli iPhone alle playstation — e dove trovarli, mappe della rivolta ispirate ai gilet gialli francesi per fare rete. Il movimento 17 ottobre promette oggi “indicazioni tattiche sulle otto piazze” di tutta Italia. 

Vai al sondaggio

I prossimi scioperi

Lo scorso venerdì, a Torino, sono scesi in piazza accanto agli studenti anche alcuni docenti: l’adesione da parte del personale scolastico, secondo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, è stata bassa. Alcuni di loro hanno spiegato di non avere partecipato a causa delle trattenute stipendiali. Però sostengono le ragioni degli studenti.

Insomma, è autunno caldo e ci sono già le date dei prossimi scioperi: il 30 ottobre, il 20 novembre, il 4 dicembre. Cosa faranno i docenti? Per quali motivi protestare? Cosa pensano gli insegnanti di quanto sta succedendo?

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate