La Cisl Scuola interviene sulla Legge di Bilancio 2027 per quanto riguarda il settore scuola, denunciando tagli al personale e assenza di investimenti nell’istruzione. Per la segretaria generale del sindacato, tagliare il personale è “una scelta gravissima e inaccettabile”, tanto più che nella manovra non si investe nel settore e si arriva persino a pensare di ridurre gli organici.
Il sindacato sottolinea che alle scuole si chiede ogni giorno di affrontare responsabilità sempre più complesse, in un contesto in cui è “esplosa una questione giovanile” che non può essere ignorata. Disagio, fragilità e povertà educative, spiega la Cisl Scuola, chiedono ascolto, presenza e continuità: indebolire le scuole significherebbe lasciare più soli studenti, famiglie e personale.
La richiesta è il ritiro immediato dei tagli e investimenti adeguati per l’istruzione. Al calo demografico, secondo il sindacato, si deve rispondere migliorando la qualità della scuola, riducendo il numero di alunni per classe e rafforzando gli interventi educativi, e non riducendo il personale.
La Cisl Scuola rivendica il proprio modo di fare sindacato, fondato sul dialogo e sul confronto, anche nelle trattative sulle leggi di bilancio: chi lo pratica, osserva, lo fa per ottenere risposte e si assume responsabilità, ma esige che tutti facciano altrettanto. Se i tagli non saranno cancellati dalla manovra, l’organizzazione annuncia che reagirà “con fermezza”, mettendo in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.