Negli ultimi giorni si è parlato moltissimo della Carta Docente: alcune indiscrezioni parlavano di una rimodulazione dello strumento dedicato ai docenti nella legge di bilancio, da bonus docenti a carta welfare per il personale scolastico.
Inutile dire che molti insegnanti si sono detti indignati dalla possibilità. Ma, dando un’occhiata alla bozza di legge di Bilancio varata dal Governo della Carta Docente non c’è traccia, non viene neppure menzionata.
Al momento non si trasformerà quindi in Carta dei servizi? Ancora non è dato saperlo. Nell’opposizione politica e nei sindacati di comparto cresce comunque il malcontento a causa dei 7.000 posti posti che la scuola perderà, di cui quasi 5.000 docenti dell’organico di potenziamento e oltre 2.000 Ata, come indicato nel ddl di Bilancio approvato dal Governo: l’operazione, che farà risparmiare allo Stato circa 252 milioni di euro l’anno a partire dal 2028, è stata fortemente contestata per tutto il weekend.
Ricordiamo che il decreto 9 settembre 2025, n. 127, nel regolamentare il nuovo funzionamento del bonus, ha stabilito che sarà d’ora in poi un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.
Entro il 31 dicembre è possibile stipulare ulteriori contratti annuali: la platea dei beneficiari, visto che include i precari, molto probabilmente, non si potrà quindi conoscere prima del 2027.
Quindi si pensa che dopo l’emanazione del decreto, a gennaio, potranno essere sbloccati i bonus: l’opzione più probabile è febbraio; lo slittamento a marzo dovrebbe essere stato solo un caso in un anno di assestamento.
Ma veniamo alla questione più importante: a quanto ammonterà il bonus? Un’ulteriore riduzione del bonus appare inevitabile, a meno di sorprese dell’ultimo minuto. Si aspetta infatti una cifra che si aggira intorno ai 370 euro.
Da poco, nella piattaforma, bloccata dal 1° settembre, è comparso un nuovo avviso che “bacchetta” docenti ed esercenti. Ecco cosa c’è scritto: “Si richiama l’attenzione dei beneficiari e degli esercenti sul corretto utilizzo della Carta del Docente. Il buono deve essere generato nella categoria corrispondente al bene o servizio effettivamente acquistato. Non è consentito utilizzare buoni riferiti a categorie diverse né ricorrere a ‘bundle’ o combinazioni artificiose finalizzate a consentire acquisti non coerenti con la categoria selezionata. Si invita pertanto a verificare la corretta corrispondenza tra il buono generato e l’acquisto effettuato”.

Ecco la schermata che compare adesso prima del login.

Qualche settimana fa è comparso anche un altro avviso relativo all’acquisto di hardware e software. Ecco cosa c’è scritto: “Si comunica che, per effetto della nuova disciplina della Carta del Docente, gli acquisti di hardware e software sono consentiti solo alla prima assegnazione del beneficio e successivamente ogni quattro anni. Per i docenti già beneficiari della Carta negli anni precedenti al 2025/2026, l’edizione 2025/2026 è stata l’ultima finestra utile prima dell’applicazione del vincolo quadriennale”.

“Si libereranno dunque risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi”, aveva puntualizzato il ministro a inizio anno, “da quest’anno, infatti, saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, inclusi gli abbonamenti sui mezzi pubblici. L’idea di fondo è distinguere i costi della formazione — che dovranno essere sempre più a carico dei fondi europei e gestiti dalle scuole — dai costi inerenti alla carta docente, che dovrà essere sempre più una carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA. In questo senso, intendiamo completare il percorso già avviato con l’assicurazione sanitaria per tutto il personale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e in itinere, e una serie di scontistiche“.
È possibile spendere la quota residua della Carta Docente 2025/2026 acquistando i corsi di formazione della Tecnica della Scuola.
La Casa Editrice La Tecnica della Scuola è ente accreditato dal Mim per la formazione del personale della scuola (prot. n. AOODGPER/6834/2012) adeguato ai sensi della direttiva ministeriale n. 90/2003 adeguato ai sensi della Direttiva n. 170/2016. La partecipazione ai nostri corsi dà quindi diritto all’esonero dal servizio del personale della scuola, nei limiti previsti dalla legge. A fine corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione.