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Manovra di bilancio: aiutare le famiglie significa anche creare servizi educativi stabili

L’ Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani ha esaminato le misure finora illustrate della proposta di legge di bilancio. Esprimiamo rammarico perché, da questa prima analisi, non emergono interventi specificamente rivolti alla valorizzazione degli educatori e dei pedagogisti e al potenziamento strutturale dei servizi educativi e pedagogici. Ci riserviamo di approfondire questa valutazione sull’articolato completo e sui relativi stanziamenti.

Sostenere le famiglie significa anche garantire servizi educativi stabili, accessibili e di qualità, ai quali potersi affidare quotidianamente. I sostegni economici possono offrire un aiuto concreto; occorre accompagnarli con una rete continuativa di opportunità educative e di accompagnamento pedagogico alla genitorialità.

Aiutare i giovani significa predisporre interventi strutturali nei territori, soprattutto nelle periferie urbane e nelle aree segnate dalla povertà educativa. I ragazzi hanno bisogno di spazi aperti e accoglienti in cui incontrarsi, esprimersi, costruire relazioni e crescere: centri educativi, laboratori culturali, luoghi di aggregazione, attività artistiche e sportive accessibili, progetti di partecipazione alla vita della comunità.

Questi luoghi acquistano valore educativo attraverso la presenza continuativa di professionisti qualificati. Educatori e pedagogisti possono costruire percorsi insieme ai ragazzi, alle famiglie, alle scuole e ai servizi territoriali, favorendo autonomia, inclusione e responsabilità.

Per questo chiediamo che l’esame parlamentare della manovra introduca risorse certe e pluriennali per:

• potenziare i servizi educativi per l’infanzia e il coordinamento pedagogico;
• sviluppare centri educativi territoriali, educazione di strada e interventi nelle periferie;
• garantire una presenza educativa e pedagogica nelle scuole, in raccordo con i servizi del territorio;
• sostenere le famiglie attraverso servizi di consulenza e accompagnamento pedagogico;
• favorire l’occupazione stabile di educatori e pedagogisti, con inquadramenti adeguati e condizioni di lavoro dignitose.

La continuità delle relazioni educative richiede continuità nei finanziamenti e nel lavoro. Progetti brevi e interventi occasionali difficilmente possono rispondere a bisogni che accompagnano per anni la crescita dei bambini e degli adolescenti.
Investire nell’educazione significa assumersi una responsabilità pubblica verso il futuro delle nuove generazioni. Significa offrire ai giovani opportunità concrete prima che le difficoltà diventino esclusione, isolamento o conflitto.
APEI mette a disposizione le competenze dei propri professionisti per un confronto con il Governo e con il Parlamento, finalizzato a tradurre queste richieste in misure concrete.

Chiediamo un segnale riconoscibile nella manovra: risorse per i servizi, luoghi per crescere e riconoscimento del lavoro educativo e pedagogico.

Alessandro Prisciandaro
Presidente nazionale
APEI – Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani

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