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Aggiornato il 06.03.2026
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Famiglia nel bosco, madre separata dai figli e bimbi trasferiti in un’altra struttura: la decisione il giorno della perizia

Novità sul caso della famiglia nel bosco: la madre dei bambini vissuti senza scuola in una casa nel bosco senza servizi primari, sarà portata via dalla struttura della casa famiglia di Vasto in cui sono stati collocati i piccoli lo scorso novembre, allontanandoli dai genitori. I tre bambini, inoltre, saranno ricollocati in un’altra struttura. Lo fa sapere l’avvocato della famiglia, come riporta La Repubblica.

“C’è un’ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta – spiega con sarcasmo il legale – che, in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre”.

Non è chiaro a questo punto se i test psicologici sui minori saranno effettuati nella struttura protetta o se, invece, in un altro luogo, come inizialmente chiesto anche dallo stesso team legale che segue la coppia anglo-australiana. Per oggi era infatti prevista la perizia psicologica sui piccoli.

Lo sfogo della madre

Una missiva della donna è stata pubblicata integralmente qualche settimana fa nella versione cartacea de Il Centro, ripresa da Ansa. Ecco le parole della donna: “Ho dovuto guardare la completa distruzione, il trauma e l’ansia costante crescere nei miei tre figli, ogni giorno per quasi tre mesi. E le stesse persone che avrebbero dovuto proteggerli dal male stanno attivamente supportando tutto questo”, ha esordito.

 “Le loro richieste d’aiuto sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore. Invece sono stati dati in dono zucchero, istruzione e siringhe. Bugie sul fatto che non mi sarei impegnata ad avere un insegnante quando ce ne andremo e che sarei d’accordo con le bugie e le informazioni distorte e ingannevoli diffuse da questa struttura”.

Nella lettera la madre racconta dell’”angoscia dei figli”, del loro stato d’ansia a causa della “separazione forzata” dai genitori e accusa gli assistenti sociali di “avergli mentito” e – addirittura – di aver “usato adolescenti per bullizzarli”.

“I bambini – è il suo appello – devono essere immediatamente restituiti alla madre e al padre, dove possono iniziare a guarire da questo stato incredibilmente traumatico che tutti e tre vivono ogni giorno! Sono costretta a vederli rompere le cose, farsi male, farsi del male a vicenda, disegnare aggressivamente sui muri – spiega ancora la donna -. Qualsiasi capacità di comprensione psicologica vi darebbe la preoccupante consapevolezza del trauma, della depressione e dell’ansia costante che questi tre bambini hanno manifestato fin dal primo giorno”.

La richiesta

La madre, come riporta La Repubblica, mostrava di essere contraria non solo alla casa famiglia di Vasto, e questo è noto, ma ribadiva le sue posizioni conflittuali sull’alimentazione non gradita, l’educazione considerata standard, quando lei, nel bosco, applicava un metodo steineriano, le stesse vaccinazioni.

La donna, secondo Il Messaggero, inoltre contestava duramente la gestione educativa della struttura, parlando di “informazioni distorte” e dell’uso di altri adolescenti per bullizzare i suoi figli, chiedendo l’immediata restituzione dei minori per permettere loro di iniziare un percorso di guarigione nell’unico ambiente che ritiene sano: quello della propria famiglia.

“Risultati dell’unschooling mediocri”

Come spiegato da La Tecnica della Scuola, Nathan e Catherine, i genitori, sono contrari alla scuola tradizionale, e hanno scelto per i loro figli un’altra strada. “I genitori perseguono i loro principi di educazione unschooling“, conferma Repubblica, “affidata a quello che i tre figli vogliono, giocare con gli animali, cucinare dolci, fare la calza”. Peccato che, secondo le autorità chiamate a pronunciarsi sul caso, tutto ciò non sarebbe sufficiente. “I risultati di alfabetizzazione sono stati fin qui mediocri, preoccupanti se visti con lo sguardo e la responsabilità dello Stato”.

L’Autorità garante contro trasferimento senza madre

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni è allarmata per le possibili irreparabili conseguenze di questa decisione sulla salute psicofisica dei tre bambini. “Qualche settimana fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti – prosegue Terragni – aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse ‘indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini’. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”.

Conclude Terragni: “In nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore – che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti – auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato. Approfondimento atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”.  

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