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Maturità 2019, cambia anche la prima prova. Il linguista Serianni: vi spiego come

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Dal 2019 cambia la maturità, ma la prima prova scritta non muterà di molto. A spiegarlo all’Ansa è il professor Luca Serianni, linguista che ha guidato la commissione del Miur per la preparazione delle nuove tracce di italiano.

Pechè si cambia

Serianni era stato nominato, con la commissione di verifica, dalla ministra Fedeli nel 2017 e ha finito da poco il proprio compito. La commissione doveva infatti formulare una riforma della tipologia dell’esame scritto per la terza media e la maturità. Per la terza media il nuovo esame ha già visto la luce nel giugno scorso. Il nuovo titolare del Miur, Marco Bussetti, ha accettato la proposta avanzata anche per la maturità dal gruppo di lavoro guidato dal professor Serianni.

“Le due novità che abbiamo introdotto nella prima prova scritta non sono radicali ma nascono per rendere più razionale e utile questa prova che serve meglio a verificare la maturità e la capacità argomentativa degli studenti”.

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Raddoppiano i brani

“Il docente spiega che la tipologia A della prima prova, sull’analisi del testo, continuerà a far parte della Maturità 2019: l’unica novità riguarda il numero, perché anziché un solo brano ce ne saranno due, di altrettanti autori, tra cui scegliere con autori a partire dall’Unità d’Italia, in prosa o in poesia. Sparisce poi il saggio breve: al suo posto ecco arrivare una nuova tipologia: il testo argomentativo, che comprenderà tre tracce. I ragazzi, partendo da un unico testo per ogni traccia fornito dal Miur (e non più da 3-4 come è stato fino allo scorso anno per il saggio breve) dovranno esprimere una tesi e da questa portare avanti un’argomentazione personale”.

Il resto si aggiusterà con l’esperienza

“Per la terza tipologia si parte da un argomento di attualità e si invita a are riflessioni in forma argomentata: non un discorso a ruota libera. Si richiede anche la divisione del testo in paragrafi ciascuno dei quali deve avere un titolo, per fare sì che il discorso abbia una sequenza.

Il linguista dà una valutazione positiva per la parte delle prove scritte sulla quale ha lavorato in questa riforma della maturità: “per quanto riguarda il resto staremo a vedere: l’esame di maturità è qualcosa che si deve aggiustare sulla base dell’esperienza, non ci sono riforme definitive, sono riforme che in corso d’opera. L’obiettivo era verificare meglio la capacità dei giovani di comprendere ed argomentare”.

Addio quizzone e meno spazio all’alternanza scuola-lavoro

Per quanto riguarda il cosiddetto quizzone, che sparisce, “aveva suscitato giudizi diversi: da un lato verificava conoscenze in più materie, ed era positivo, ma poteva andare incontro a oscillazioni, cambiando da istituto ad istituto. Le prove Invalsi per il docente “sono molto importanti, ma si può considerarle non vincolanti per il superamento dell’esame di Stato”.

Sull’alternanza scuola-lavoro, “mi risulta che ci sono esiti molto diversi a seconda delle varie scuole: c’è un massimo di utilità negli istituti tecnici ed una più dubbia nei licei”, conclude Serianni.