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Tracce Maturità 2026 - Speciale Prima Ora

18.06.2026

Maturità 2026, la cultura italiana è fatta solo da uomini? Ecco perché le donne sono ingiustamente trascurate

“Gli studenti e le studentesse che oggi sostengono la prova di italiano agli esami di maturità avranno coscienza e competenza a che la cultura italiana sia fatta tutta da maschi”. Lo scrive Chiara Valerio, scrittrice, candidata al premio Strega, intellettuale di pregio, sulla sua pagina Facebook. E ha ragione.

All’analisi del testo proposto dal ministero dell’Istruzione agli esami di Maturità di quest’anno sembra proprio che la cultura italiana sia monopolio solo degli uomini, del sesso cosiddetto forte, pure nelle lettere.

Le donne? Chissà. Intanto giganteggiano sempre i soliti autori uomini, di cui son piene le antologie e i manuali, cosicché appare difficile disquisire di “femmine” e soprattutto agli esami, magari dopo avere controllato i programmi svolti in classe.

Ed è forse questo il motivo per cui si ignorano e dunque appare vano ricercare tra le stanze ministeriali le responsabilità, più propense, da quelle parti, a guardare il maschile, perché consapevoli che a scuola sul femminile si nicchia, si svicola, si desertifica.

E questo, considerato pure che l’Italia è patria di poeti, naviganti e santi, tutti al mascolino, benché di sante poderose e artiste robustissime ne abbiamo a iosa, meno di “navigantesse”, bisogna riconoscerlo e confessarcelo.  

Molti commentatori, delucidando la loro indignazione per questo passaggio sotto il ponte della nequizia nei confronti delle donne scrittrici, enumerarono schiere di poetesse e scrittrici formidabili, da giornaliste a romanziere e Premi Nobel, additando con indignazione così l’assurda dimenticanza.

Noi tuttavia ne facciamo a meno ed evitiamo di elencarle.

In omaggio, non già alla diffusa sbadataggine dei tanti manuali di storia della letteratura italiana, ma alla sapienza dei nostri docenti di lettere e alla loro oculata attenzione nello scegliere i testi adeguati, compresi i tanti saggi che da qualche anno si rincorrono nelle librerie a colpi di presentazioni e diffusione, di pubblicazioni e disquisizioni.

Fra questi la riscoperta di una donnona come la catenese Goliarda Sapienza oppure come la moglie di Luigi Capuana, Adelaide Bernardini. Ma chi le conosce, anche fra gli addetti ai lavori? 

Dunque, occasione fascinosa a scuola per presentare con tutti gli onori queste signore della letteratura e magari intrattenersi con esse durante l’anno e poi anche agli esami di maturità, che sono tali, di maturità, in quanto il femminile è maturo quanto il maschile e viceversa. Ignorarle è come tagliare parte di quel frutto “maturo” che si pretendeva tale per raccoglierlo dall’albero della sapienza.

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