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18.06.2026

Maturità 2026, prima prova: quando inizia, il tototracce, gli autori degli anni scorsi e la possibile sorpresa di quest’anno

Maturità 2026, ci siamo: oggi, 18 giugno, alle 8:30, viene somministrata nelle scuole superiori italiane, la prima prova scritta d’italiano, della durata di sei ore. Inutile dire che c’è fibrillazione tra docenti e studenti sulle tracce scelte quest’anno.

Il tototracce

Ma quali autori usciranno? Secondo gli studenti uscirà D’Annunzio, vincitore ufficiale del Totoesame 2026, un osservatorio scientifico-goliardico organizzato ogni anno dal portale specializzato Skuola.net.

Il tradizionale instant-poll a pochi giorni dall’esame di Stato – a cui hanno contribuito 1.000 maturandi – può incoronare i re (e quest’anno anche le regine) del tototracce. Sì, perché per la prima volta tra i favoriti della vigilia c’è una donna: Grazia Deledda.

Sarebbe un inedito assoluto la proposta al femminile per la traccia sull’analisi del testo. Ma i maturandi ci credono, forti di un anniversario significativo: i 100 anni dallo storico premio Nobel per la letteratura alla scrittrice sarda.

Completano la top ten dei “papabili” della vigilia gli usati sicuri, come i “Giovanni” Verga e Pascoli, Luigi Pirandello, Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale, affiancati da anniversari considerati praticamente certi come quello dell’80esimo “compleanno” della nostra Repubblica e dell’Assemblea Costituente o quello degli 800 anni dalla morte di San Francesco. Senza dimenticare la stretta attualità fatta di intelligenza artificiale, disagio giovanile e tensioni geopolitiche.

Giorda ha detto la sua, ovviamente senza fare anticipazioni: “È un gioco cui i giornali non sanno rinunciare, ma è davvero poco affidabile. Spesso è legato agli anniversari, che sono spunti troppo scontati, o è ripetitivo: ad esempio, sono anni che puntualmente si prevede una traccia sull’IA, in qualche anno naturalmente c’è stata, ma certo non si può riproporre in ogni esame. Per le tracce di analisi del testo letterario, poi, si ripetono sempre gli stessi nomi… A volte il tototema mi fa sorridere: qualcuno prevede che esca un brano di letteratura di un autore che nemmeno si studia l’ultimo anno, come Foscolo, e che quindi non potrebbe mai essere scelto”.

Le tracce degli anni passati

Ecco gli autori che sono stati scelti nella tipologia A negli anni passati:

  • 2025: Pasolini, Tomasi di Lampedusa
  • 2024: Ungaretti, Pirandello
  • 2023: Quasimodo, Moravia
  • 2022: Pascoli, Verga
  • 2019: Sciascia, Ungaretti

Chi conosce le tracce?

Ma chi conosce le tracce della prima prova? Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e Flaminia Giordaalla guida del servizio ispettivo e la struttura tecnica degli esami di Stato dal 2020.

Quest’ultima, che ovviamente non può fare spoiler sulle tracce, ha parlato ai microfoni de La Repubblica in merito al suo ruolo. Lei è la “custode” delle tracce, e le conosce da fine aprile insieme al ministro. Ecco come funziona: “Al ministro ne vengono presentate molte possibili per ciascuna tipologia. Le leggiamo insieme, ne discutiamo, e la scelta finale spetta a lui. Poiché ogni sessione è composta da sette tracce, si cerca di costruire un insieme equilibrato, significativo, nuovo rispetto agli anni passati, e di fare scelte non banali”.

“L’attualità può essere un criterio, ma soprattutto direi che si dà importanza alla significatività delle tematiche. E anche la varietà è importante: occorre che le tracce tocchino ambiti differenti, propongano possibilità di espressione diverse. Un aspetto, questo, a cui il ministro Valditara tiene particolarmente, affinché ciascuno studente possa trovare uno spunto che valorizzi il proprio percorso di crescita personale e culturale”.

Giorda ha detto la sua sul tototracce, ovviamente senza fare anticipazioni: “È un gioco cui i giornali non sanno rinunciare, ma è davvero poco affidabile. Spesso è legato agli anniversari, che sono spunti troppo scontati, o è ripetitivo: ad esempio, sono anni che puntualmente si prevede una traccia sull’IA, in qualche anno naturalmente c’è stata, ma certo non si può riproporre in ogni esame. Per le tracce di analisi del testo letterario, poi, si ripetono sempre gli stessi nomi… A volte il tototema mi fa sorridere: qualcuno prevede che esca un brano di letteratura di un autore che nemmeno si studia l’ultimo anno, come Foscolo, e che quindi non potrebbe mai essere scelto”.

Maturità 2026, cosa cambia?

Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:

Da sei commissari a quattro, più il presidente

Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due internidue esterni e il presidente esterno.

Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.

Addio alla denominazione “esame di stato”

Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.

Cambia il colloquio

Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.

Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.

Colloquio obbligatorio

L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.

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