Oggi, 25 marzo, è stata emanata la nota che disciplina la formazione delle commissioni dell’esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026.
Il documento definisce le modalità di formazione delle commissioni per l’esame di maturità 2025/2026, stabilendo che ogni commissione operi solitamente su due classi e sia composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due interni per ciascuna classe. La configurazione delle commissioni è un compito condiviso tra i dirigenti scolastici, che propongono gli abbinamenti delle classi tramite il modello ES-0, e gli Uffici scolastici regionali, responsabili delle nomine definitive e della gestione dei candidati esterni, il cui numero per classe non può superare il 50% di quelli interni.
La partecipazione alle commissioni costituisce un obbligo di servizio per il personale scolastico, che deve presentare le istanze di nomina attraverso specifici modelli digitali, come l’ES-1 per presidenti e commissari esterni. Il testo dettaglia inoltre i criteri di precedenza per le nomine, le rigorose cause di incompatibilità o impedimento e le responsabilità dei dirigenti nella verifica della correttezza dei dati trasmessi, assicurando che la composizione delle commissioni rispetti la parità numerica tra membri interni ed esterni.
Le domande per fare parte delle commissioni, inviate tramite istanza POLIS, (Modelli ES-E e ES-1), possono essere inviate, secondo la timeline fornita dal Mim, dal 26 marzo al 13 aprile.

Cosa cambierà alla Maturità 2026? La riforma dell’esame di stato si traduce in alcuni articoli nel decreto legge n. 127, del 9 settembre scorso, sulle “misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”, denominato anche Dl Maturità.
Il decreto è diventato legge lo scorso 28 ottobre con l’approvazione definitiva alla Camera. Come si svolgerà il prossimo esame di maturità? Cosa cambia per docenti e studenti?
Le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri anziché sette, di cui due interni, due esterni e un presidente esterno. Contestualmente, aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni nel 2027. Rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90, e non più da 97.
Il cambiamento è anche formale: si passa dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno all’”Esame di Maturità”.
Inoltre, ci sono importanti novità in merito al colloquio: questo si svolgerà su quattro discipline individuate dal Ministero con decreto, e non si potrà superare l’esame se non si sostiene la prova orale. In questi ultimi giorni del mese, quindi, si conosceranno le materie scelte.
Questa è una risposta al boom di casi di studenti che hanno fatto scena muta per protesta nel corso dell’esame di maturità 2025.