Maturità 2026, siamo entrati nel vivo: tra pochi giorni debutterà l’esame di Stato firmato Valditara, in cui si applicheranno per la prima volta le disposizioni della riforma da lui voluta entrata in vigore lo scorso autunno.
La riforma si traduce in alcuni articoli inseriti nel decreto legge n. 127 del 9 settembre scorso denominato anche DL Maturità. Il decreto è poi diventato legge lo scorso 28 ottobre con l’approvazione definitiva alla Camera.
Per sette docenti su dieci, in ogni caso, la riforma Maturità di Valditara non cambierà in positivo l’esame di stato. Questo quanto emerge da un sondaggio della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato 407 insegnanti.
Di fronte alla domanda “Secondo te ha ancora senso l’esame di Maturità, anche se recentemente rinnovato da Valditara?” la risposta dei docenti è positiva, ma sono moltissimi coloro che non vedono più alcun senso nell’esame di Maturità.
Ad essere poco convinti dell’utilità dell’esame sono infatti ben 177 docenti su 407, quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (il 43,49%), che non sono certo pochi. Nelle risposte aperte al sondaggio alcuni partecipanti hanno spiegato il perché della loro scelta:
“Non si dovrebbe proprio sostenere perché non ritengo che il risultato degli esami debba condizionare quanto svolto nel corso di studi dei 5 anni”.
“Dovrebbe essere eliminata e sostituita da un portfolio di competenze”.
“Andrebbe eliminata, in alternativa semplificata al massimo con costi minimi per lo Stato”.
“Tornare ad essere serio, adesso è solo una formalità senza senso”.
Ricordiamo in ogni caso che l’esame di Stato è espressamente previsto dall’articolo 33 della Costituzione che recita: “E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi”. Questo significa che per eliminare l’esame di Stato conclusivo è necessaria una legge costituzionale che richiede una procedura lunga e complessa.
Ma cosa pensano i docenti della riforma? Ne condividono la struttura? A quanto pare no: 297 docenti su 407, (il 72,97%, sette su dieci) non sono d’accordo con la novità ministeriale.
Per andare sul concreto, abbiamo chiesto agli insegnanti: “Quale degli aspetti della riforma della Maturità di Valditara ti convince di più?“. Ecco le risposte.
I docenti gradiscono maggiormente l’eliminazione del documento finale al colloquio, seguito dall’obbligo di svolgere il colloquio e dalla riduzione del numero dei commissari. All’ultimo posto, nelle scelte, l’istituzione delle quattro materie da portare al colloquio, scelte dal Mim a gennaio.
I partecipanti al sondaggio si sono sbizzarriti nelle risposte aperte, condividendo varie proposte per migliorare la Maturità. Ecco alcuni commenti:
“Commissione tutta interna”.
“Ritornare con 6/7 docenti e su tutti i programmi”.
“Finzione di un esame finale in cui vengono promossi praticamente tutti”.
“Dovrebbe essere eliminata e sostituita da un portfolio di competenze”.
“Formalità senza senso”.
“Abolizione, media degli ultimi 3 anni, colloquio finale con i docenti. Stop”.
“Dovrebbe essere sostenuto dai docenti del consiglio di classe e presieduto dal DS”.
“Dovrebbe tornare ad essere un esame serio in cui si valutano le competenze acquisite dagli studenti e non la loro capacità nel fare voli pindarici per cercare di fare collegamenti tra le materie”.