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Prima Ora | notizie del 1° luglio

01.07.2026
Aggiornato alle 15:55

Maturità, fra fughe di notizie sulle prove e scioperi estenuanti, nel corso degli anni è capitato di tutto. Anche che una preside abbia letto ad un “finto provveditore” i titoli dei temi il giorno prima

Per molto tempo l’esame di maturità è stato avvolto da un’aura di semi-sacralità e interpretato come un vero e proprio rito di passaggio all’età adulta.
E tutto ha sempre giocato in questa direzione, per cui i pochi episodi di segno contrario sono passati alla storia.
Uno dei più noti si verificò esattamente 50 anni fa, il 1° luglio 1976, quando la prova di italiano venne rinviata alla settimana successiva.

Era infatti accaduto che la sera prima, uno sconosciuto, presentandosi come Provveditore telefonò ad una preside di una scuola paritaria di Vigevano.
La vicenda l’ha raccontata oggi il giornalista Elio Silva, intervistato dal TG regionale della Lombadia: “Lo sconosciuto esordì dicendo ‘Sono il provveditore, ci sono errori nelle tracce dei temi, per cui cortesemente apra le buste e mi legga le tracce così controlliamo se ci sono errori o no. La preside Suor Delia, suora domenicana, ci cascò in pieno”.
Ovviamente appena si diffuse la notizia l’esame venne sospeso in tutta Italia, il giorno successivo, il 2 luglio si fece la seconda prova mentre il tema fu rinviato alla settimana successiva.
All’epoca, nonostante la sua giovane età, Elio Silva, che peraltro avrebbe dovuto sostenere gli esami proprio in quei giorni, collaborava con il Gazzettino di Vigevano e ricorda: ”Non essendo andati a scuola ovviamente io passai la giornata in redazione dove c’erano una mezza dozzina di inviati veri dei grandi giornali che erano lì a usare la mia linea telefonica per dettare i pezzi; fu una cosa anche emozionante per un giovane cronista”.

Ma la situazione più drammatica si verificò nel luglio del 1970 quando, a causa clima politicamente molto “caldo” delle ultime settimane, con scioperi e scuole occupate un po’ dovunque, le prove iniziarono il 7 luglio.
E le stesse prove orali si svolsero un po’ a “singhiozzo” tanto che molte commissioni dovettero lavorare fino alla fine del mese.
Migliaia di studenti conobbero l’esito dell’esame addirittura nei primi giorni di agosto.
Clamoroso fu anche il modo in cui la Maturità si svolse nei primissimi della Repubblica.
Nel 1948 ad un professore a cui il Ministero aveva consegnato il plico con le prove del liceo classico venne rubata la borsa sull’autobus.
Anche in quel caso la prova fu rinviata.
Quanto alla semisacralità dell’esame va detto che fino al 1968 la Maturità era tutt’altra cosa: le prove scritte erano quattro e all’orale si veniva interrogati su tutte le materie; ma ci si doveva preparare anche su “riferimenti” a quanto studiato negli ultimi anni.
In pratica gli studenti liceali dovevano tenersi pronti anche a parlare dei filosofi arabi e per tutti poteva esserci una domanda su Carlo Magno o sulla riforma luterana.
Non per niente gli esami iniziavano il 1° luglio perché il mese di giugno serviva proprio a mettere a punto l’intera preparazione.
Ma non dobbiamo però dimenticare che all’epoca le lezioni iniziavano il 1° ottobre in modo da permettere ai docenti impegnati negli esami di “recuperare” energie prima dell’avvio del nuovo anno.

Insomma, era un’altra era: molti la rimpiangono ma dimenticano che in quegli anni la maturità con la canicola del mese luglio era la regola e non l’eccezione.

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