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15.07.2025

Maturità, gli strafalcioni degli ultimi dieci anni. I docenti non sono immuni: errori geografici e storici, ecco i più eclatanti

Le “castronerie” e gli “strafalcioni” pronunciati durante gli esami di Maturità non sono un fenomeno recente legato all’avvento dell’Intelligenza Artificiale, ma piuttosto una costante degli ultimi dieci anni, come dimostrato dall’osservatorio permanente istituito dal sito Skuola.net sul fenomeno. Questo “bestiario” di errori rivela una sorprendente varietà di inesattezze, dalle confusioni storiche e letterarie alle gaffe di cultura generale, spesso originate da assonanze o semplice disinformazione.

Nel corso degli anni, gli studenti hanno contribuito con una vasta gamma di “perle” all’enciclopedia degli strafalcioni. Alcuni hanno confuso l’autolesionismo con l’autoerotismo, mentre Gabriele D’Annunzio è stato ridicolmente ribattezzato “estetista” o persino “poeta water”.

Errori storici e letterari sono stati frequenti, come l’idea che Elena dovesse “scegliere tra i porci” anziché Penelope dovesse tenere a bada i Proci, o l’attribuzione della celeberrima frase dantesca “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate” ad Alessandro Manzoni. Anche opere fondamentali del Novecento non sono state risparmiate, con “Se questo è un uomo” di Primo Levi erroneamente attribuita a Italo Calvino per due anni consecutivi. La creatività di alcuni studenti ha portato a rivisitazioni inaspettate, come quella che vedeva Mussolini come uno dei leader del Partito Comunista Italiano, o la “siepe” de “L’Infinito” di Leopardi ridotta a un semplice “cespuglio”. La geografia e la politica contemporanea hanno fornito spunti per altre gaffe, come lo “Stretto di Gargamella” al posto dello Stretto dei Dardanelli, l’identificazione dei Balilla come i “Barilla”, o la completa ignoranza su chi fosse Sergio Mattarella, l’attuale Presidente della Repubblica.

Infine, la confusione tra premi è stata comune, con Luigi Pirandello e Marie Curie che avrebbero vinto Premi Oscar anziché, rispettivamente, il Nobel per la Letteratura e due Nobel scientifici, o addirittura Adolf Hitler insignito del Premio Nobel per la Pace. Alcuni errori sono stati particolarmente surreali, come la risposta che la Guerra Fredda si sarebbe combattuta in Siberia “perché faceva freddo”, o che “Il Bacio” di Francesco Hayez fosse esposto in una “paninoteca di Milano”. Anche eventi drammatici della storia italiana sono stati travisati, con lo studente convinto che Aldo Moro fosse stato rapito da Cosa Nostra e non dalle Brigate Rosse.

Gli strafalcioni dei docenti

Tuttavia, il fenomeno degli strafalcioni non è limitato agli studenti; anche i docenti hanno dimostrato di poter inciampare in errori clamorosi, a volte più gravi di quelli degli alunni, soprattutto seduti dietro la cattedra. Si sono verificati casi in cui un docente ha attribuito la Liberazione italiana al “25 aprile 1944”, con un anno di anticipo, o un commissario esterno di Chimica che ha insistito sulle origini polacche anziché austriache di Hitler. Una docente di Storia ha affermato per ben due volte che la Seconda guerra mondiale fosse iniziata nel 1915, mentre un presidente di commissione ha confuso la crisi del ’29 con il New Deal. Alcune affermazioni sono state palesemente errate, come quella di un docente che sosteneva che “il 1789 fu l’anno in cui i francesi scoprirono l’America”, o che durante la Prima guerra mondiale gli Stati Uniti fossero alleati della Germania.

La confusione temporale ha colpito anche altri professori, con la sconfitta di Caporetto erroneamente collocata nella Seconda guerra mondiale, o l’inizio del secondo conflitto mondiale legato all’invasione di Pearl Harbor da parte di Hitler.

Durante la pandemia, si è persino verificato che una commissione abbia reso inutilizzabile una lavagna interattiva a forza di igienizzarla. Errori geografici non sono mancati, come la convinzione di un professore che la Commissione Europea fosse in Lussemburgo anziché a Bruxelles, capitale del Belgio. Un episodio particolarmente grave ha visto un’insegnante confondere la tragica “Operazione T4″ nazista con l'”Operazione T9”, il sistema di scrittura predittiva degli smartphone.

Alcuni docenti hanno mostrato lacune culturali fondamentali, come il commissario che non ha saputo riconoscere la foto di Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi. Infine, in un caso eclatante, un commissario d’inglese ha commentato per un intero colloquio “The Picture of Dorian Gray” attribuendolo a Charles Dickens anziché a Oscar Wilde. La comunità di Skuola.net ha anche segnalato altri errori memorabili di docenti, inclusa una professoressa di storia che dichiarò che gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica sul Vietnam, con un errore di trent’anni e migliaia di chilometri.

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