Qualche giorno fa abbiamo parlato del caso di un liceo di Trento in cui un candidato su quattro non arriva al diploma di maturità. Inutile dire che ci sono state lamentele da parte di studenti, prima dei casi di scena muta alla maturità, e genitori, che hanno acceso i riflettori sulla comunità scolastica in questione.
A parlare è adesso la dirigente scolastica dell’istituto, a Il Corriere della Sera. La preside inizialmente aveva scelto il silenzio, “per senso di responsabilità istituzionale”, spiega. “Credo che esporre sui media le criticità che ogni scuola ha non sia opportuno né utile per la loro soluzione e rischi solo di essere occasione di scontro politico e personale o di mera ricerca di visibilità”.
“Il nostro liceo è una scuola impegnativa, è vero, ma non è uno strumento di tortura e non alimenta la dispersione scolastica — premette —. Gli ultimi dati completi che abbiamo a disposizione dal primo al quinto anno (e che comprendono un primo periodo dominato dal Covid) mostrano che circa il 75 per cento degli studenti ha concluso regolarmente il percorso, cioè 73 dei 102 che avevano cominciato la quarta ginnasio nel 2020/2021. I non promossi nell’arco dei cinque anni sono stati 17, per lo più nel primo biennio, mentre i restanti studenti hanno scelto un altro percorso scolastico, la maggior parte durante il primo anno”.
Per quanto riguarda gli esami di Stato, invece, sono in linea con quelli del resto della Provincia. “Forse i piccoli numeri del liceo possono trarre in inganno, ma in realtà, se li rapportiamo al numero degli studenti, si tratta in effetti di percentuali molto positive, vicine, quando non superiori alla media. Anche quest’anno tutti gli studenti sono stati ammessi all’esame e lo hanno superato con esito positivo; su 73 studenti, nessuno è stato promosso con il voto minimo (60/100), 69 hanno avuto un voto superiore a 70/100, ma soprattutto 7 di loro hanno ottenuto il massimo dei voti (9,6% rispetto al 6,9% provinciale), uno dei quali con lode (1,4%, contro una media a livello provinciale dell’1,6%). Altrettanto positivi sono i dati relativi ai tre anni post-Covid precedenti: nel 2022 ci sono stati dieci 100, di cui 3 con lode; nel 2023 sette 100, con tre lodi; nel 2024 quattro 100, senza lodi”.
“Il liceo è una scuola impegnativa, ma è una scuola seria, che ha a cuore i propri studenti, tutti, sia quelli più fragili, sia quelli già strutturati, quelli che dedicano tutto il tempo libero allo studio e quelli che si dividono tra scuola e conservatorio o tra scuola e sport a livello agonistico”, continua.
E sul problema, sollevato da alcuni genitori, di docenti eccessivamente severi replica: “Ci sono stati un paio di casi di docenti particolarmente esigenti e ho preso provvedimenti”. Qualcuno ha però parlato di umiliazioni. “Il termine non aiuta a capire, ma quando ci sono state situazioni difficili sono subito intervenuta, facendo incontrare, alla mia presenza, docenti, genitori e studenti. Il benessere di tutti i nostri studenti è una priorità, tanto quanto consentire loro di accedere alla migliore preparazione possibile. Non crediamo che le due finalità siano incompatibili, sebbene sia inevitabile che gli studenti trovino sul proprio percorso qualche piccola o grande difficoltà. Cerchiamo di aiutarli a superare gli ostacoli, ma per farlo abbiamo bisogno anche di collaborazione, in primo luogo delle famiglie”.