Di scena muta alla maturità e di proteste varie messe in atto dagli studenti agli esami se ne sta parlando da giorni, anzi ormai settimane. A dire la sua è stata ora una docente, commissaria interna nel mantovano, che ha affidato le sue riflessioni al giornale locale Il Nord Est.
La docente, che insegna da ben 35 anni, ha lodato chi ha protestato. Ecco alcuni stralci della sua lettera: “Se questi ragazzi avessero fatto un orale penoso (cosa di cui dubito dato i bei voti agli scritti, che sono le uniche prove difficili e le più oggettive), si sarebbero portati via 8/10 punti, sarebbero usciti con 70 e nessuno avrebbe saputo nulla. La gente preferisce chi non pensa, non sa nulla, copia, magari conosce in anticipo lo spunto, però tace. Va bene non rispettare le regole in privato, però fingendo di essere d’accordo in pubblico”.
“Tacere e ubbidire (e poi comportarsi anche male, purché non si sappia). Chi rispetta le regole e ci perde pur di esprimere un pensiero, viene sbeffeggiato, offeso, deriso, umiliato e ora anche punito. Nessuno sa davvero niente di come funziona realmente questa farsa di Esame di Stato”, ha aggiunto.
Ecco la sua esperienza personale: “Io quest’anno, da commissaria interna, con una classe brava, su 22 ragazzi ho dato 6 insufficienze, per cui 14 è un buon voto per il tipo di prova. Ho dato anche 20, 19, 18, 17, 16, 15…, ma sono forse troppo sincera e poi ho pianto tutto il weekend perché so che in tantissime commissioni si truccano i voti, specialmente di matematica, per non avere alla fine punteggi disastrosi e poi con la fretta di dover correggere tutto in poche ore non sono riuscita a riflettere.
Così, dopo aver fatto tantissimo lavoro coi ragazzi, mi sono trovata a maledire la mia mania di essere oggettiva e così rischiare di danneggiarli”.
Secondo la docente molti parlano senza conoscere davvero come funzioni oggi la maturità: “Nessuno sa come è adesso l’orale! Si dà ai ragazzi uno “spunto” (un’ immagine, una frase, un disegno , un grafico) e loro dovrebbero collegare a questo tutte le materie nel modo che vogliono (cosa mai fatta nei 5 anni e in realtà ridicola e illogica, perché bisogna legare letteratura e chimica, economia aziendale e storia, meccanica e lingua).
E i docenti non possono interrogare, ma solo eventualmente dialogare molto brevemente su quello che ha scelto il ragazzo. Poi lui presenta il suo percorso PCTO ed è finito. Chi si straccia le vesti dicendo che i ragazzi non hanno fatto l’orale perché non avevano studiato, non sa nulla di come funzionano le cose”.
Ed ecco una profonda critica alla scuola: “La scuola in gran parte è vecchia, nozionistica, ripetitiva , si leggono sempre gli stessi libri, si arriva sempre sia in letteratura che in storia allo stesso punto in cui arrivavo io che ho fatto maturità 40 anni fa, molti docenti fanno ancora leggere a turno il libro in classe o dettano i loro appunti o al massimo proiettano slide allegate ai testi (non fatte da loro). Si scrive pochissimo (spesso si fanno test a crocette), si parla pochissimo, si accettano ripetizioni a memoria di nozioni appiccicate senza senso”.
“Sicuramente io sbaglio moltissimo, ma prima di accusare sempre e solo i ragazzi mi faccio mille esami di coscienza e mi divorano mille sensi di colpa. Questi ragazzi hanno protestato nel modo in cui potevano, hanno dato visibilità alla loro opinione con la sola modalità con cui avrebbero potuto fare rumore, dato che i giovani non vengono mai ascoltati perché sono pochi e non portano voti.
La media dell’età in Italia è 50 anni, quindi i ragazzi dai 15 ai 25 anni sono una esigua e irrilevante minoranza che non interessa a nessuno partito. Io insegno da 35 anni e vedo ragazzi molto ansiosi e impauriti e senza sogni e speranze, spesso chiusi nel loro piccolo mondo perché li abbiamo convinti che tanto non cambierà mai niente e non ci importa se gli togliamo il futuro.
E anche se si unissero tutti (cosa che non fanno sicuramente), sarebbero ancora così pochi e ininfluenti che non ci provano nemmeno. Quindi prima di dare giudizi moraleggianti, offensivi e superficiali su questo ragazzo, informiamoci e cerchiamo di capire”, ha concluso l’insegnante.