Con l’introduzione del “semestre aperto”, il sistema di accesso ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria cambia volto. Ma questo nuovo format – che prevede la frequenza di 10 settimane con tre prove di verifica finali – è davvero più attrattivo rispetto al vecchio test a crocette?
I primi numeri sembravano suggerire il contrario: 57.786 immatricolati al semestre aperto contro i 67.275 iscritti al test nel 2023. Tuttavia, il MUR ha chiarito a Skuola.net che le iscrizioni complessive sulla piattaforma Universitaly ammontano a 66.414 (62.038 per Medicina, 4.376 per Odontoiatria), un dato in linea con gli anni precedenti. Per sapere se diventeranno immatricolazioni effettive, si dovrà attendere l’inizio del nuovo anno accademico.
Il nuovo modello è però più selettivo anche dal punto di vista economico: partecipare al semestre aperto costa 250 euro, contro i 50 euro “una tantum” del vecchio test. Una cifra che scoraggia iscrizioni superficiali e potrebbe ridurre il tasso di abbandono.
Nel 2023, ad esempio, i candidati presenti furono 56.838 nella prima prova e 55.175 nella seconda, ma molti studenti si iscrivevano senza poi presentarsi. Ora la posta in gioco è più alta.
“La riforma ha un obiettivo qualitativo, non solo quantitativo – spiega il MUR –. Si supera la logica della selezione e si valorizza la formazione: tutti possono iniziare il percorso, e sarà il semestre stesso a selezionare in modo più equo”.
Il 12 gennaio sarà la data chiave per sapere quanti avranno superato i tre esami previsti. Solo allora si potrà capire se il nuovo sistema ha davvero conquistato studenti e famiglie… o se la nostalgia del vecchio test è destinata a tornare.