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Aggiornato il 10.12.2025
alle 11:37

Medicina, passare i test selettivi è un’impresa: il 10 dicembre secondo appello, si rischia di avere più posti disponibili che ammessi

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È previsto per mercoledì 10 dicembre il secondo ed ultimo appello per l’accesso alle Facoltà universitarie di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, organizzato sulla base di modalità del tutto nuove rispetto al passato: l’appuntamento arriva a 20 giorni esatti dal primo appello, contrassegnato, sembra, da almeno l’85 per cento di candidati reputati non idonei a seguire le lezioni ed eventualmente diventare medici. In quell’occasione, caratterizzata anche da proteste per presunte irregolarità (si è parlato anche di candidati a cui sarebbe stata data la possibilità di copiare), appena il 22-23% dei candidati ha ottenuto almeno 18 in due esami su tre; nella maggior parte dei casi si tratta di Biologia e Chimica, mentre l’esame più critico è stato quello di Fisica (con un numero enorme di aspiranti reputati non sufficienti).

In ogni caso, due materie sole non bastano per garantire l’ammissione: se c’è un’insufficienza in una delle tre materie si risulta esclusi.  Le percentuali di studenti che hanno superato tutte e tre le prove si attesterebbero tra il 10% e il 15%

Come previsto dai bandi, i posti sono 19.757 (24.000 se si considerano anche le disponibilità degli atenei non statali) e i candidati iscritti al secondo appello dell’esame di Biologia ammontano a 39.093, 42.658 a Chimica e ben 46.868 a Fisica.

Se anche la prova del 10 dicembre dovesse seguire gli esiti della prima, il rischio concreto, scrive l’Ansa, “è di avere più posti disponibili rispetto agli studenti, una situazione mai accaduta e lontana dall’obiettivo di formare più medici”.

L’ipotesi, però, è stata smentita dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini: “Siamo solo al primo tempo di una procedura che si svolge in tre tempi – ha detto la ministra in Senato – tutti gli studenti saranno in graduatoria, non ci saranno vuoti; prima di giudizi sommari, aspettate che il processo si completi”.

Una delegazione del Comitato Medicina Senza Filtri ha consegnato alla ministra un metal detector e una lettera che illustra le criticità emerse e che in tanti si augurano di non rivivere.

I contestatori del nuovo sistema a numero chiuso hanno promesso dei sit-in di protesta davanti alle Università.

Le prove

L’esito della prova del 10 dicembre dovrebbero essere pubblicati il 23 dicembre; dopo le festività, invece, a gennaio, sarà realizzata la graduatoria nazionale.

Il test di accesso è articolato in tre prove — una per ciascuna materia — della durata di 45 minuti ciascuna, intervallate da una pausa di 15 minuti. Si parte con Chimica, seguita da Fisica e, infine, Biologia.

Ogni prova comprende 31 quesiti a risposta multipla o a completamento: un punto per ogni risposta corretta, zero per mancata risposta, mentre l’errore comporta una penalità di -0,1. Per superare la singola prova occorre ottenere almeno 18/30; il punteggio massimo è 30 e lode. Le valutazioni con decimali vengono arrotondate all’intero più vicino.

La somma dei tre voti determinerà la posizione in graduatoria e, di conseguenza, l’accesso o meno al proseguimento degli studi.

I punteggi conseguiti nei singoli esami saranno validi per la formazione della graduatoria nazionale. Il voto sarà espresso in trentesimi con la possibilità anche della lode. Il punteggio minimo per poter accedere alla graduatoria nazionale non dovrà essere inferiore a 18/30 in ogni singola prova. In sostanza gli studenti dovranno essere promossi in ogni esame.

Gli studenti non ammessi al secondo semestre, che hanno ottenuto in ciascun esame un voto non inferiore a 18/30, potranno proseguire nel corso affine scelto con il riconoscimento di tutti i CFU conseguiti.

Chi è stato reputato idoneo al termine del primo appello, ma senza ritenersi soddisfatto del voto conseguito, ha avuto la possibilità di decidere se accettare il punteggio o tentare nuovamente la sorte con l’appello del 10 dicembre.

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