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10.10.2026

Meno alunni per classe, aumento degli organici docenti e Ata: lo prevedono 3 proposte di legge in discussione alla Camera in questi giorni.

Prosegue mercoledì 14 presso la Commissione Cultura della Camera l’esame di tre proposte di legge (319, 1047 e  2841) che intervengono profondamente sull’organizzazione del sistema scolastico italiano. Ciascun testo normativo mira principalmente a ridurre il rapporto numerico tra alunni e docenti e ad ampliare le dotazioni organiche del personale scolastico, ribaltando le precedenti logiche di contenimento della spesa pubblica.
Vengono inoltre ridefiniti i parametri per la composizione delle classi in ogni ordine e grado, introducendo limiti massimi più stringenti soprattutto per le sezioni che accolgono studenti con disabilità o bisogni educativi speciali. Due delle proposte modificano altresì la disciplina del dimensionamento della rete scolastica, cancellando l’obbligo di una progressiva riduzione delle autonomie e fissando nuove soglie minime di iscritti per l’assegnazione dei dirigenti scolastici. Infine, ciascuna iniziativa legislativa individua specifiche misure di copertura finanziaria per sostenere i costi derivanti dall’attuazione delle nuove disposizioni organizzative e di personale.

Vediamo nel dettaglio le tre proposte.

La prima è la numero 319, di Iniziativa del deputato PD Orfini.
Prevede la riduzione graduale di 1 punto del rapporto alunni/docente e un calo di 0,40 del rapporto medio alunni/classe nel triennio 2023-2025. Tetto per le classi iniziali a 20 alunni (elevabili a 21); con alunni disabili il limite scende a 18 (15 se grave). Nella secondaria II grado fissa un minimo di 18 alunni per classe. Non interviene sul dimensionamento della rete scolastica.
L’art. 3 del provvedimento stima oneri pari a 373 milioni di euro (2023), 1.300 milioni (2024), 1.887 milioni (2025) e 2.345 milioni annui dal 2026, coperti tramite il Fondo interventi strutturali di politica economica.


Il ddl 1047, di iniziativa Antonio Caso (M5S) ma sostenuta anche dai deputati di AVS, prevede la riduzione di 1 punto del rapporto alunni/docente e di 0,40 del rapporto alunni/classe (2023-2026). Classi iniziali a max 22 alunni (elevabili a 23), ridotte a 20 con disabilità (max 2 alunni disabili per classe). Per il dimensionamento, fissa la soglia minima a 500 alunni (300 in comuni montani/isole) per l’assegnazione del dirigente scolastico, eliminando il taglio progressivo delle scuole.
Per organici e classi (artt. 1-2) si prevedono 593,01 milioni (2023), 2.145,25 milioni (2024), 3.300,36 milioni (2025) e 4.145,64 milioni annui dal 2026. Per il dimensionamento (art. 3) si aggiungono 58,82 milioni (2024), 182,09 milioni (2025), 199,19 milioni (2026) e 210,90 milioni annui dal 2027.

La terza proposta è quella di iniziativa popolare e stabilisce che nel periodo 2026-2029 si riduce di 1 punto del rapporto alunni/docente; l’organico docente aumenterebbe e si incrementerebbe del 10% l’organico ATA. Si parla di classi iniziali tra 14 e 20 alunni (elevabili a 21), con tetti a 18 o 15 con disabilità. La soglia per dirigente e DSGA verrebbe abbassata a 400 alunni (200 in contesti svantaggiati).
Per classi e organici servono 200 milioni (2026), 800 milioni (2027), 900 milioni (2028) e 1,3 milioni annui dal 2029. Per il dimensionamento si stimano 49 milioni (2026), 57 milioni (2027), fino a 135 milioni annui dal 2033.

Se l’iter dovesse procedere, le tre proposte potrebbero essere unificate ma, considerati i costi non propriamente ridotti del programma, è difficile, per il momento, pensare ad una rapida approvazione del provvedimento.

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