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Miur: “Il bonus premiale non si contratta”, e i sindacati lasciano il tavolo

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Su comitato di valutazione e bonus premiale siamo arrivati alla rottura definitva fra Ministero e sindacati del comparto.

La svolta si è avuta nella mattinata del 16 marzo quando Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals e Gilda hanno abbandonato il tavolo di confronto con i dirigenti del Miur.
Il motivo della rottura è semplice: il Ministero ha ribadito che la distribuzione del bonus non può essere soggetto a nessuna forma di contrattazione né a livello centrale nè a livello di singola istituzione scolastica, come invece chiedono da tempo i sindacati.
Ma c’è di più: il Miur ha anche affermato che il comitato non è un organo perfetto e quindi può tranquillamente operare anche senza essere al completo o in assenza di una intera componente.
Per i sindacati, ovviamente, la vicenda non è affatto chiusa e, abbandonando la riunione, hanno già annunciato che intraprenderanno la via legale.

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Con quali tempi e con quali modalità è difficile però saperlo.
Va detto che sul punto esiste già un quesito referendario, ma i tempi non sono certamente brevi: se la Consulta darà il via libera si andrà al voto nella primavera del 2017, mentre per chiedere un intervento del giudice ordinario bisognerà necessariamente poter impugnare una concreta decisione di un dirigente scolastico.
La strada, insomma, non è per nulla facile e – almeno per quest’anno – il “bonus” sarà quasi certamente distribuito con criteri più o meno condivisi. 

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