Un docente è più di un semplice “diffusore di sapere” ma spesso e volentieri diventa una guida, prendendo a cuore i propri alunni quasi come figli. Questo è il caso di un professore di un istituto di Taranto.
Come riporta La Repubblica, il docente ha provato (riuscendoci) a convincere un alunno a sostenere l’esame di terza media. Il ragazzo in questione non voleva provarci: “Non mi serve la licenza media per spacciare”, queste le sue parole pochi giorni prima delle prove.
Si tratta di un alunno con disabilità lieve e un contesto familiare fragile. Il docente ha cercato di fargli cambiare idea con qualcosa di banale: un giro in moto. “Quel giro in moto ha fatto in venti minuti quello che due note disciplinari non avevano fatto in due settimane”, chiarisce il prof.
Da lì nasce un patto: lo studente torna a frequentare la scuola, studia e affronta le prove. Il docente mantiene invece la promessa di un pranzo al fast food come premio finale, “come rinforzo positivo, non come contentino”.
Il ragazzo ha superato gli esami e, davanti al premio promesso, ha detto al professore: “Non credevo mi volessi bene davvero”. “Una frase che mi porterò per sempre dietro”, commenta il docente.