Uno studente di 17 anni con disabilità grave, che si appresta a frequentare l’ultimo anno delle scuole superiori, ha scritto al ministro Valditara e al presidente della Repubblica Mattarella per chiedere di poter continuare ad avere accanto la docente di sostegno che lo ha seguito negli ultimi anni. L’insegnante, infatti, ha recentemente vinto una cattedra su posto comune e dovrà quindi lasciare il suo incarico di sostegno, nonostante la volontà di proseguire il percorso insieme allo studente proprio nell’anno della maturità.
Il ragazzo ha affidato la sua richiesta anche a una lettera inviata a La Tecnica della Scuola, nella quale ha raccontato il timore di perdere la continuità didattica costruita con la docente. Ora, la stessa insegnante ha spiegato la situazione in un’intervista a Repubblica, raccontando il legame instaurato con lo studente e le difficoltà legate a un possibile cambio proprio in vista dell’ultimo anno di scuola.
“Non sono stupita. Io e Gianleo siamo sempre in contatto. Quando ho superato il concorso ho detto subito alla famiglia che ci sarebbero state pochissime possibilità che potessi rimanere con Gianleo. La richiesta di deroga su di me è una cosa che è cresciuta insieme. Mi ha chiesto se fossi stata disposta a seguirlo ancora e ho detto di sì. Da un punto di vista deontologico è questo il mio desiderio: poterlo seguire ancora per un anno, portarlo in quinto superiore per non perdere il lavoro fatto, ma al contempo non perdere la cattedra a Ortanova”.
La docente ha anche proposto una possibile soluzione: “La famiglia ha chiesto all’ufficio regionale che io potessi rimanere e ho espresso il mio parere positivo, dicendo che sarei disposta a posticipare l’anno di prova a Ortanova. Io avrei potuto restare con Gianleo a patto che avessi rinunciato al posto sulla materia, ma ho studiato e lavorato tantissimo per poter superar il concorso, non posso rinunciare e rimanere precaria”.
Parlando del ragazzo, l’insegnante spiega: “Gianleo è uno studente fantastico, è un ragazzo educatissimo, molto maturo: si è trovato a gestire questa sindrome molto complessa, rara e degenerativa come un fulmine a ciel sereno in piena adolescenza. Era in palestra con gli altri ragazzi, si è sentito male, è stato trasportato d’urgenza in ospedale e si è riscontrato un problema polmonare. Dagli esami hanno scoperto che era affetto da questa sindrome rara che porta tante complicazioni molto invalidanti. Non deve essere soggetto a emozioni forti né in positivo né in negativo”.
Sul lavoro quotidiano aggiunge: “C’è stata una fase iniziale di osservazione. Sono subentrata nel febbraio di due anni fa, e ho dovuto mettermi al passo. Le necessità di Gianleo sono tante: la sua sindrome comporta un’osteoporosi importante e un allungamento degli arti, comprese le dita, motivo per il quale soffre nella scrittura. Quindi mi affianco a lui, prendo gli appunti e poi li rielaboriamo insieme. Prima di ogni interrogazione o prova scritta, porto fuori Gianleo, lo preparo per i compiti e le interrogazioni. Ho sviluppato delle tecniche che lo aiutano nella memorizzazione, che è il suo lato debole”.
La docente sottolinea anche le difficoltà legate a un eventuale cambio di insegnante: “Le materie che studiano al Nautico sono tutte consequenziali, se non si riesce a mantenere la memoria di qualcosa non è possibile fare quello che viene dopo. Ogni volta cerco di recuperare i concetti chiave, lo faccio ripetere diverse volte in modo da consolidare i concetti e quando va alle interrogazioni e si agita spesso gli do dei prompt: sapendo che cosa ha studiato gli do delle paroline, delle esche che gli attivano il ricordo. Quindi durante l’interrogazione è sempre un rapporto tra me lui e la docente. Se ha un problema lui guarda me”.
E sul prossimo anno conclude: “Il problema è che Gianleo si trova in quinto superiore di un istituto molto specifico e molto complicato. Le materie di indirizzo tra cui elettrotecnica, logistica, meccanica sono tutte basate sulla fisica applicata e la matematica di alto livello. Un professore che si trova a sostituire me si deve andare a studiare quello che io ho studiato in due anni che seguo Gianleo. Se ci si fosse trovati in un anno intermedio la sostituzione sarebbe stata più facile, ma farlo in quinto superiore comporta il superamento della barriera emotiva e lo studio di quanto fatto negli anni scorsi”.
Infine, sulla maturità, la docente precisa: “È proprio in vista della maturità questo discorso. Agli esami si porta tutto il programma dal terzo. Non è una cosa facilmente risolvibile”.