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03.10.2026
Aggiornato alle 22:45

Riforma istruzione tecnica: docenti della A037 protestano per come viene considerato il “disegno tecnico”

Scriviamo questa lettera come Docenti A037: vogliamo descrivere cosa sta accadendo con la Riforma dei Tecnici riguardo alla nostra materia e classe di concorso.

In un momento in cui il mondo della scuola e delle imprese sottolineano continuamente la necessità di rafforzare gli istituti tecnici e di formare giovani con competenze tecnologiche solide si assiste a una situazione profondamente contraddittoria: il DISEGNO TECNICO è al centro di un processo di progressiva riduzione e marginalizzazione che rischia di avere conseguenze non soltanto sull’occupazione dei docenti, ma soprattutto sulla qualità della formazione degli studenti.

Il Decreto-legge Scuola approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre 2026 penalizza ancora di più la già tartassata classe di concorso A037 di “Tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica” che non è semplicemente una materia accessoria o un insegnamento destinato a essere sostituito rapidamente dagli strumenti digitali, anzi il disegno tecnico attualmente normato ha avuto nascita e si è sviluppato proprio parallelamente al progresso tecnico delle rivoluzioni industriali come strumento del pensiero e della comunicazione. Il disegno tecnico insegna a leggere, interpretare e comunicare un progetto, costruisce la capacità di comprendere lo spazio, le proporzioni, le relazioni geometriche, le forme e le informazioni contenute in una rappresentazione tecnica.

Prima ancora di utilizzare un software CAD, uno studente deve comprendere che cosa sta rappresentando e perché lo sta rappresentando in quel modo. Il passaggio dal disegno manuale alla progettazione digitale non dovrebbe quindi essere interpretato come una sostituzione, ma come un’evoluzione di competenze che devono essere costruite progressivamente: ridurre drasticamente queste ore nel biennio significa intervenire proprio nella fase in cui gli studenti dovrebbero acquisire le fondamenta della cultura tecnica.

Le problematiche sono anche dal punto di vista del personale della scuola. Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 infatti numerosi docenti A037 (la classe di concorso di queste materie tecniche) si sono trovati a fronteggiare situazioni di perdita del posto e costituzione di cattedre orario esterne, talvolta distribuite su più comuni e caratterizzate da notevoli distanze. Il prossimo anno la situazione sarà ancora peggiorativa per l’andare a regime del secondo anno di riforma e con l’eliminazione delle ore a disposizione dell’autonomia del biennio. 

Contemporaneamente, vengono introdotti nuovi insegnamenti con contenuti grafici, progettuali, meccanici e costruttivi ed è difficile comprendere la coerenza di un sistema nel quale, da una parte, si riducono gli spazi della A037 e, dall’altra, vengono individuati nuovi insegnamenti che presentano contenuti in larga parte riconducibili alle competenze professionali dei suoi docenti, ma per i quali la classe di concorso non è contemplata nemmeno come classe atipica.

Come Rete Nazionale A037 vogliamo sottolineare con chiarezza che la nostra mobilitazione non riguarda esclusivamente la tutela dei posti di lavoro, ma il modello di formazione tecnica che vogliamo offrire ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze.

Se chiediamo alla scuola di formare tecnici, progettisti e professionisti capaci di affrontare un mondo sempre più tecnologico, dobbiamo contemporaneamente garantire loro solide competenze di base: saper osservare, misurare, rappresentare, progettare, leggere un elaborato e comprendere lo spazio e le strutture. Sono competenze che non diventano superflue perché esistono strumenti digitali, ma il presupposto per utilizzarli in maniera consapevole.

Difendere il disegno tecnico non significa difendere una materia del passato: significa difendere una competenza del futuro.

La scuola tecnica ha bisogno di innovazione, ma l’innovazione non può significare cancellare le fondamenta sulle quali quella stessa innovazione deve poggiare, per questo chiediamo che la situazione della A037 venga ascoltata e discussa pubblicamente.

I docenti della Rete Nazionale A037

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