A vent’anni dal film che nel 2006 divenne un rito collettivo per due generazioni, la saga torna in sala il 19 marzo con Notte prima degli esami 3.0.
Al centro del film c’è la Generazione Z, con le sue preoccupazioni — eco-ansia, identità digitale, intelligenza artificiale — e un rapporto con i docenti profondamente trasformato rispetto agli anni Ottanta del primo capitolo. “I professori non sono più figure irraggiungibili: li trovi sui social, puoi scrivergli un messaggio. Il rapporto è diventato più dialogico”, racconta il regista Tommaso Renzoni in un’intervista a Repubblica, che attinge alla propria esperienza scolastica. “Io al liceo sono stato bocciato, cosa che cambia la percezione che gli altri hanno di te. Mi sentivo schiacciato dentro un sistema che non valorizzava il singolo. Poi un professore di storia e filosofia mi ha fatto innamorare di nuovo dello studio”. Sono proprio quei dialoghi vissuti in prima persona ad aver ispirato le scene tra lo studente protagonista e la docente antagonista del film.
Nel ruolo della professoressa più temuta della scuola c’è Sabrina Ferilli, che nel film sostituisce la figura iconica interpretata da Giorgio Faletti nel 2006. “Il film racconta il lato B della vita di un insegnante, non solo quello istituzionale e severo, ma anche quello più umano e sentimentale“, dice l’attrice. “Una professoressa deve spesso alzare una barriera ancora più forte per farsi rispettare dai ragazzi”. Ferilli ricorda poi con affetto la propria esperienza scolastica: “Ero una studentessa attenta, disciplinata, i miei docenti erano attenti, accoglienti, anche quando erano severi. Con il tempo ti rendi conto che ti hanno cambiato la vita”.