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Numero chiuso ancora più ristretto: grave attacco al diritto allo studio e ai saperi!

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Nella giornata di ieri il Miur ha pubblicato il decreto che fissa modalità e scadenze per i test d’ammissione all’università del prossimo 8,9 e 10 Aprile, restringendo ulteriormente il numero dei posti e ignorando le difficoltà che comporta l’anticipo dei test.

“Hanno tagliato oltre il 20% dei posti a medicina, a veterinaria e odontoiatria. Stanno attaccando il diritto allo studio di tantissimi studenti e il diritto alla salute dell’intero Paese. Come abbiamo più volte denunciato -dichiara Alberto Campailla, portavoce di Link Coordinamento Nazionale – il numero chiuso non soltanto mette sotto scacco la libertà di scelta degli studenti ma è anche dannoso per la necessità reale di medici, pediatri, chirurghi e personale sanitario in generale che si ha in Italia: dal 2018 se ne stimano 22mila in meno e la responsabilità è di questo sempre più iniquo sistema di selezione. Chiediamo che si faccia un passo indietro immediato sulle ulteriori restrizioni del dm n.85!”.

“I test ad Aprile rappresentano un problema grave per gli studenti delle scuole superiori, costretti ad affrontarli in un periodo cruciale per la preparazione dell’esame di maturità. – continua Roberto Campanelli, coordinatore dell’Unione degli Studenti – se non si vogliono prendere in considerazione le conseguenze gravi che il numero chiuso ha sull’intero sistema d’istruzione, si prenda quantomeno atto delle impossibilità oggettive del sostenerlo ad Aprile. Chiediamo lo slittamento immediato dei test a Settembre e l’apertura di un confronto reale con gli studenti per rivedere le modalità di valutazione delle competenze e il sistema complessivo del numero chiuso e programmato all’università”.

“È in corso un vero e proprio esodo di immatricolati dall’università e dai percorsi d’istruzione in generale, s’abbassa intanto drasticamente e in maniera generale il livello culturale dell’intero Paese. Rispondere a questi gravi segnali inasprendo i sistema di selezione dei test d’ingresso all’università e estendendoli alla quasi totalità delle facoltà è miope e parziale – conclude Federico Del Giudice, portavoce della Rete della Conoscenza – ci mobiliteremo fin dalle prossime settimane per contrastare questi strumenti di selezione sociale e per rivendicare un cambio radicale di rotta!”.