Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, pubblicato il testo sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Alla fine del documento c’è spazio per varie discipline, tra cui STEM, musica, arte e immagine, informatica.
L’approccio trasversale a queste discipline è considerato una risorsa strategica per formare cittadini in grado di orientarsi nella complessità e di sviluppare pensiero critico e creatività. La metodologia preferita in questi ambiti è l’approccio laboratoriale, inteso come la trasformazione dell’aula in un “laboratorio di idee” dove l’alunno è soggetto attivo che formula ipotesi, progetta e sperimenta. L’obiettivo generale è superare la frammentazione dei saperi e affiancare alle abilità strumentali (come contare o misurare) una profonda dimensione culturale, collegando la scienza, la matematica e la tecnica alla storia del pensiero umano e alla civiltà.
Riguardo all’Informatica, la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del novembre 2023 spinge per la sua introduzione fin dall’inizio dell’istruzione obbligatoria. Nello specifico, l’Informatica viene introdotta fin dalla scuola primaria, per fornire agli alunni le basi concettuali della disciplina e le competenze necessarie per operare in un mondo sempre più digitale, garantendo al contempo un utilizzo sicuro e responsabile delle tecnologie. In questa fase, l’obiettivo è sviluppare la “prospettiva culturale” che l’Informatica offre, esplorando le idee alla base della disciplina, anche attraverso attività di programmazione elementare adatte all’età.
Nella scuola secondaria di primo grado, la cultura informatica viene approfondita in ottica interdisciplinare. L’insegnamento dell’Informatica è prevalentemente affidato al docente di Tecnologia, che collabora con l’insegnante di Matematica per affinare la concettualizzazione, l’organizzazione dei dati, e il concetto di algoritmo. Si insiste sulla differenza tra “competenze digitali” (uso efficace degli strumenti) e “competenze informatiche” (comprensione dei meccanismi di elaborazione automatica dei dati), promuovendo entrambe.
Le discipline Scienze e Tecnologia sono strettamente connesse. Lo studio delle Scienze si basa sull’osservazione sistematica, sulla capacità di astrazione, sulla formulazione di ipotesi e modelli da verificare sperimentalmente, fornendo un metodo rigoroso per comprendere i fenomeni e sviluppare il pensiero critico. È fondamentale in chiave orientativa e per sensibilizzare i giovani su temi globali come la tutela della biodiversità e la diversificazione delle fonti energetiche. La Tecnologia è definita come l’applicazione tecnica organizzata dei risultati delle discipline scientifiche per raggiungere scopi utili. Essa richiede lo sviluppo di una visione sistemica, che lega i fenomeni fisici, i modelli matematici e le applicazioni pratiche. Nello studio della Tecnologia, l’uso delle tecnologie informatiche deve essere mediato, insistendo sulla loro natura di mezzi e non di scopo, affinché gli alunni acquisiscano la comprensione del funzionamento dei sistemi tecnologici e dei loro limiti, evitando l’eccessiva focalizzazione sul mero utilizzo degli strumenti.
Infine, le discipline espressive Musica e Arte e Immagine sono riconosciute come componenti essenziali per lo sviluppo integrale della persona. Lo studio della Musica (compresa l’opzione Strumento Musicale nella secondaria) è cruciale per le sue funzioni formative cognitive, emotive, relazionali e critico-estetiche, con le recenti neuroscienze che ne confermano l’impatto sullo sviluppo neurologico. Si promuovono l’ascolto attivo e guidato, la pratica corale (incoraggiata come strumento di cooperazione e inclusione per ogni alunno), e la conoscenza del patrimonio musicale italiano. Arte e Immagine è vista come un linguaggio universale che sviluppa la creatività attraverso l’apprendimento della téchnē (la tecnica). La disciplina educa al gusto estetico e alla tutela del patrimonio artistico (in linea con l’Art. 9 della Costituzione), e insegna a leggere e interpretare criticamente le immagini, siano esse opere d’arte tradizionali o prodotti della cultura visiva di massa, coltivando la creatività attraverso laboratori inclusivi che valorizzano il processo creativo più del risultato finale.
“Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino”: con queste parole il ministro Valditara ha annunciato in queste ore di aver firmato ieri, 9 dicembre, il decreto sulle Nuove Indicazioni nazionali.
Il testo delle Indicazioni nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione è in attesa della registrazione da parte degli organi di controllo del decreto firmato.