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Nuove indicazioni nazionali liceo, Perla (presidente commissione IN): “Promessi Sposi? Non eliminati, ma spostati. Rimangono centrali”

La proposta di revisione dei programmi liceali non prevede l’eliminazione dei Promessi sposi. A chiarirlo è Loredana Perla a Italia Oggi, presidente della Commissione incaricata di rielaborare le Indicazioni nazionali, che smentisce le polemiche degli ultimi giorni: la discussione ha riguardato unicamente il quando e il come studiare Manzoni, non la sua presenza nel curricolo.

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La collocazione di Manzoni: spostamento, non cancellazione

Al centro del dibattito c’è una proposta tecnica: spostare la lettura dei Promessi sposi dal secondo al quarto anno delle superiori. Perla ha spiegato che i criteri alla base di questa scelta sono legati alla maturità degli studenti e alla progressione delle competenze linguistiche e interpretative. “I Promessi sposi restano un testo centrale della tradizione letteraria italiana”, ha dichiarato la presidente, “la discussione nella Commissione ha riguardato esclusivamente tempi e modalità della lettura, non la sua presenza nel curricolo, che resta centrale”. L’obiettivo, secondo Perla, è garantire una lettura autentica dell’opera, evitando sia la sua musealizzazione sia la sua banalizzazione.

Geostoria, Occidente e intelligenza artificiale: le altre novità

Tra le novità più rilevanti c’è la separazione di Geografia e Storia, che nel modello attuale convivono nella cosiddetta Geostoria. Secondo Perla, la fusione aveva finito per comprimere entrambe le discipline, privandole della propria identità metodologica. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, le nuove Indicazioni recepiscono la Legge 132/2025 e l’AI Act europeo: la matematica assume un ruolo centrale come disciplina in grado di fornire i fondamenti concettuali dei sistemi di IA. “L’obiettivo non è addestrare all’uso degli strumenti digitali”, ha sottolineato Perla, “è formare giovani capaci di interrogarli, di riconoscerne i limiti”. Confermata anche la centralità dell’Occidente come cornice culturale di riferimento, senza tuttavia escludere lo studio delle altre civiltà.

Educazione emotiva e consultazione pubblica

Le nuove Indicazioni introducono come dimensione strutturale l’educazione relazionale ed emotiva, in risposta ai crescenti livelli di fragilità relazionale e isolamento nelle scuole. Non si tratta, secondo Perla, di un’appendice al curricolo, ma di una scelta pedagogica precisa: coltivare il rispetto verso l’altro come disposizione interiore, non come norma da applicare. Il documento è ora aperto alla consultazione pubblica. Le consulte studentesche saranno coinvolte nella valutazione della bozza. “Un documento come questo non nasce definitivo”, ha concluso Perla, “si affina nel dialogo con chi lo deve portare ogni giorno nelle aule”. Al termine del confronto, la Commissione presenterà al Ministro Valditara un testo rivisto e rafforzato.

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