“Se si facesse un referendum tra studenti, scuole e famiglie su queste indicazioni, la sconfitta per questo progetto politico-pedagogico sarebbe più sonora di quella che ha subito poco fa il governo sul referendum della giustizia“. Non le manda a dire lo scrittore e docente Cristian Raimo, mentre commenta con l’Ansa le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola secondaria, che dal 2027 dovrebbero andare a revisionare Ptof e programmi dei licei, poi anche negli istituti tecnici.
“Queste indicazioni sui programmi scolastici – continua Raimo – erano attese e sono altrettanto temibili e tremende di quelle per l’infanzia e le primarie che sono state bocciate a grande maggioranza dalla comunità scientifica italiana”.
Secondo il docente, che insegna Storia e filosofia in un liceo romano, “la ratio di queste indicazioni, che si può ricavare dai pamphlet di Perla, Mugnai, Della Loggia o Valditara usciti in questi ultimi anni, racconta di una scuola che legge il mondo contemporaneo con gli occhi di chi non soltanto disprezza ma non riconosce l’importanza delle rivoluzioni didattiche che ci sono state dal ’68”.
Nella stessa giornata, Loredana Perla, presidente della Commissione (composta da 130 esperti tra accademici, docenti e dirigenti scolastici) incaricata della stesura della Nuove Indicazioni Nazionali del secondo ciclo, ha confermato che è stato “concluso il lavoro” di stesura delle novità da introdurre: il documento finale, ha detto sempre all’Ansa, “lo abbiamo consegnato, sarà poi il ministero dell’Istruzione a darne comunicazione e fornire i particolari”.
Intervistata dal Fatto Quotidiano, sempre la professoressa Loredana Perla ha fatto alcune generiche anticipazioni: i programmi, ha detto, saranno incentrati “su una visione approfondita del mondo dal quale veniamo e della sua eredità culturale”, ovvero più sulle cosiddette radici giudaico-cristiane (e greco-romane) che sugli scambi e le contaminazioni culturali attivi nel Mediterraneo fin dalle origini.
Quanto alla geografia verrà sì ripristinata come materia a se stante ma il monte orario non muterà: cambieranno solo i libri di testo che da uno diventeranno due.
Tra le novità in arrivo, anche la facoltà di potere svolgere la formazione e formazione scuola lavoro (nel triennio finale delle superiori) all’estero, l’insegnamento delle lingue con la metodologia Clil, l’uso dell’Intelligenza artificiale che entrerà trasversalmente in tutte le discipline. Sarà poi ancora più centrale lo studio della lingua italiana, le cui ore saranno ispirate al principio del “primato” della nostra lingua, ed è evidente lo sforzo della commissione di tentare un avvicinamento alle giovani generazioni introducendo nei programmi le graphic novel e la lettura di copioni teatrali e cinematografici.
In filosofia le nuove indicazioni puntano a mettere maggiormente in rapporto lo studio del pensiero filosofico con il mondo e i bisogni degli studenti.
L’Eurasia e l’Estremo Oriente troveranno infine spazio nei programmi di lingue, dove verranno introdotti dei sillabi specifici per il russo e il cinese.