Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, si parte dal 1° settembre 2026. Ecco una lista sintetica delle principali novità con cui dovranno confrontarsi i docenti quest’anno:
L’insegnamento opzionale del latino per l’educazione linguistica (LEL) può essere avviato a partire dalle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado. Questa disciplina mira a stimolare la logica, a far comprendere più a fondo le fondamenta grammaticali dell’italiano e ad avvicinare gli alunni alla comprensione storica della civiltà europea. Si propone come una risorsa per il confronto interlinguistico e interdisciplinare, integrandosi con lo studio di altre materie.
Nel primo ciclo d’istruzione, l’apprendimento della scrittura a mano — con particolare riferimento al corsivo e alla calligrafia — riveste un ruolo pedagogico e umanistico cruciale. Questa pratica aiuta a sviluppare la coordinazione oculo-manuale, favorisce l’attenzione al dettaglio e allontana i bambini dal sovraccarico degli schermi digitali. Pur convivendo armoniosamente con le tecnologie, la scrittura manuale corsiva è considerata un esercizio insostituibile per strutturare il pensiero e concettualizzare.
L’informatica viene introdotta fin dalla scuola primaria per fornire agli alunni i concetti scientifici alla base del mondo digitale, come il funzionamento degli algoritmi e la codifica dei dati. L’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali devono essere integrate con prudenza e spirito critico, sotto la costante mediazione relazionale dell’insegnante. Ciò assicura che gli studenti imparino a governare la tecnica in modo consapevole, tutelando la propria libertà e la privacy.
Le nuove indicazioni propongono uno studio dell’italiano che valorizza i meccanismi strutturali e le regole della sintassi, distanziandosi da una didattica incentrata solo sull’uso spontaneo della lingua. La grammatica viene rivalutata come un insieme di regole necessarie per raggiungere un’adeguata competenza comunicativa sia scritta che orale. Esprimersi con chiarezza e precisione grammaticale viene presentato agli alunni come una forma di rispetto e un vero e proprio dovere sociale.
L’apprendimento delle poesie a memoria viene fortemente raccomandato poiché, come confermato da evidenze neuroscientifiche, allena l’attenzione, la concentrazione e la memoria a breve e lungo termine. Questo esercizio non si limita a un puro sforzo mnemonico, ma stimola attivamente la sensibilità estetica degli alunni e ne arricchisce il vocabolario. Inoltre, permette di apprezzare pienamente il ritmo, le figure di suono e la musicalità insiti nella lingua italiana.
La geografia di base è considerata fondamentale per la formazione di una cittadinanza attiva, poiché permette agli alunni di collocare nello spazio fisico e sociale i luoghi della propria identità. Le indicazioni prevedono che gli studenti acquisiscano la conoscenza dei principali dati geografici d’Italia (regioni, città, mari, monti, fiumi e laghi). Questo orientamento di base, partendo dal contesto locale, si allarga poi gradualmente alle scale geografiche europea e mondiale.
La scuola è chiamata a promuovere un’educazione del cuore incentrata sull’empatia, sulla gestione costruttiva dei conflitti e sul rispetto della persona. Questo profondo lavoro relazionale e preventivo aiuta gli studenti a comprendersi nella complementarità delle differenze, decostruendo gli stereotipi e contrastando la violenza. Tutte le discipline scolastiche e i diversi metodi didattici fungono da alleati per far sperimentare sentimenti positivi come la fiducia e la gentilezza.
Nelle Indicazioni nazionali per il programma di storia del primo e secondo anno della scuola primaria, è previsto lo studio di personaggi e vicende ricavati dalla Bibbia, proposti in una forma molto semplificata. Questa introduzione, presentata insieme alle narrazioni dell’Iliade, dell’Odissea e dell’Eneide, ha l’obiettivo di far scoprire e comprendere ai giovanissimi studenti le radici fondative della cultura occidentale
Ecco cosa si dice nel testo in merito al ruolo del docente: “Troppo spesso si dimentica che un insegnante è magis (da cui magister) ‘di più’, e che può essere volano del desiderio di apprendere di un allievo. Come tale, egli può diventare un punto di riferimento essenziale del percorso di formazione dello studente.
L’allievo, infatti, è animato dal desiderio di imparare e sceglie una guida che sappia stimolarlo in tale direzione. E la funzione di ‘guida’ assunta dal ‘magister’ è fondamentale affinché il desiderio
dell’allievo si orienti verso le esperienze e i contenuti del curricolo. L’espressione Magister vuole sottolineare l’autorevolezza ritrovata della figura del docente. È questo il presupposto essenziale per poter svolgere quella funzione di valorizzazione dei talenti di ogni giovane che è propria di una scuola che metta realmente al centro la persona dello studente.
La dimensione educativa di una scuola è peraltro immediatamente riconoscibile dall’impegno che insegnanti, dirigenti e personale ATA – con spirito di collegialità – svolgono quotidianamente al servizio degli studenti nel capire stili e orientamenti delle famiglie valorizzando, attraverso il dialogo, esperienze di comprensione e di accoglienza”.
Il cambiamento più profondo riguarda l’approccio ai programmi. Se nel 2012 si puntava su un vasto scenario di stimoli culturali, il 2025 adotta il motto latino “Non multa, sed multum”.
Mentre nel 2012 le tecnologie erano viste come una “rivoluzione epocale” per l’accesso alle informazioni, oggi il focus si sposta sull’intelligenza artificiale.
Il nuovo documento rivoluziona l’area scientifica con l’Istruzione integrata STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica).
In controtendenza con la digitalizzazione estrema, il 2025 riscopre i pilastri della cultura classica e manuale.