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06.06.2026

Giovani asociali, privi di interessi e opportunità culturali: 1 su 3 vive pure lontano da scuole superiori, cinema e teatri. Al Sud i dati peggiori

Oggi l’Italia è un territorio in cui i giovani hanno difficoltà di ogni genere. Anche a livello relazionale. È questo il quadro che emerge dall’analisi realizzata dalla piattaforma InClasse, una ricerca basata su dati Istat e presentata qualche giorno fa alla Camera dei Deputati durante un evento promosso dalla Fondazione Articolo 49. Lo studio, riporta Ansa, fotografa una realtà fatta di disuguaglianze territoriali, difficoltà di accesso ai servizi e progressivo isolamento sociale delle nuove generazioni.

La premiazione dei progetti educativi sviluppati sulla piattaforma InClasse nell’anno scolastico 2025-2026, ha coinvolto oltre 40 mila studenti. Sedici classi provenienti da tutta Italia, insieme a una scuola italiana in Egitto, hanno ricevuto riconoscimenti per un valore complessivo di 8.700 euro in materiali didattici e buoni per viaggi d’istruzione.

Secondo la ricerca, il 34,1% degli studenti italiani tra gli 11 e i 19 anni vive in comuni dove non esistono scuole superiori. Si tratta di una condizione che costringe decine di migliaia di studenti a spostamenti quotidiani spesso lunghi e complessi per raggiungere il proprio istituto.

L’indagine evidenzia come il problema non sia distribuito in modo uniforme sul territorio nazionale. In alcune regioni la situazione appare particolarmente critica: il 56,7% degli studenti del Veneto vive in comuni privi di scuole superiori, mentre in Valle d’Aosta la percentuale raggiunge il 63%.

Inoltre, nelle aree rurali e scarsamente popolate il dato supera addirittura il 90%, segnalando una forte concentrazione dei servizi scolastici nei centri urbani maggiori.

Questi numeri riflettono un fenomeno più ampio che gli studiosi definiscono “desertificazione dei servizi”, cioè la progressiva riduzione delle strutture pubbliche nei piccoli comuni.

Alla mancanza di scuole si aggiungono le difficoltà negli spostamenti. Lo studio rileva che il 26,4% delle scuole statali italiane non è raggiungibile tramite mezzi pubblici, mentre quasi un istituto su quattro (22,5%) non dispone di collegamenti attraverso servizi di scuolabus.

Le criticità risultano particolarmente accentuate in Campania e Calabria, dove la quota di scuole non raggiungibili con il trasporto pubblico sfiora il 50%. Ciò significa che migliaia di studenti dipendono quotidianamente dall’automobile privata o da lunghi tragitti per poter frequentare le lezioni.

La ricerca, però, non si limita ai soli aspetti scolastici. L’analisi mostra infatti che il 34,1% dei giovani tra gli 11 e i 19 anni vive in territori privi di cinema, teatri o spazi dedicati agli spettacoli dal vivo.

In alcune regioni la situazione è ancora più evidente: la quota supera il 50% in Molise e Basilicata, mentre raggiunge il 45,1% in Sardegna.

La presenza di strutture culturali rappresenta un elemento importante nella formazione dei giovani. Cinema, teatri e spazi per eventi favoriscono infatti la partecipazione alla vita sociale, l’accesso alla cultura e lo sviluppo del pensiero critico. La loro assenza rischia di ampliare ulteriormente il divario tra chi vive nei grandi centri urbani e chi cresce nelle aree periferiche.

Lo studio evidenzia inoltre che un minore su due vive in comuni privi di musei con attività dedicate a bambini e ragazzi. Le percentuali più elevate si registrano in Lombardia (62,9%) e Veneto (62,2%).

Anche sul fronte delle biblioteche emergono criticità. A livello nazionale, il 15,1% dei minori risiede in comuni senza biblioteche attrezzate per i giovani, ma il dato supera il 50% in Basilicata, Molise e Calabria.

Un elemento fondamentale dell’indagine è anche una limitata partecipazione alla vita pubblica. Una tendenza che dopo la pandemia da Covid è decisamente peggiorata: il 50% dei giovani non prende parte ad attività sociali o politiche, mentre nove ragazzi su dieci tra i 14 e i 19 anni non svolgono attività di volontariato.

Ma va detto, che tra gli aspetti più preoccupanti emersi dalla ricerca vi sono quelli legati alla socialità. Il 13,7% dei ragazzi dichiara di non avere amici con cui confidarsi, mentre circa un giovane su dieci incontra i propri amici meno di una volta alla settimana.

Numeri che suggeriscono una crescente difficoltà nella costruzione delle relazioni sociali, fenomeno che diversi studi nazionali e internazionali collegano all’isolamento giovanile e al peggioramento del benessere psicologico. Sebbene l’indagine non approfondisca le cause, i dati mostrano chiaramente come la carenza di spazi di aggregazione e opportunità culturali possa incidere sulla vita quotidiana degli adolescenti.

L’indagine offre una fotografia chiara: accanto alle differenze economiche tradizionalmente analizzate, esiste un divario territoriale che riguarda l’accesso alla scuola, alla cultura e alle relazioni sociali. Un fenomeno che coinvolge milioni di giovani italiani e che pone interrogativi importanti sulle politiche necessarie per garantire pari opportunità educative e culturali indipendentemente dal luogo in cui si vive.

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