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PA, ma che fine hanno fatto i decreti di Riforma? Piace lo stop al trattenimento in servizio

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Si allungano i tempi della pubblicazione del decreto legge e del disegno di legge delega approvati dal CdM venerdì scorso. Sui contenuti dei provvedimenti presi dal CdM rimaniamo quindi fermi al comunicato emesso nella tarda serata del 13 giugno dal Governo. Fonti autorevoli indicavano per martedì 17 giugno la pubblicazione dei testi. Ma così non è stato. Ad oggi, nella serata di giovedì 19, siamo ancora orfani dei provvedimenti approvati.

Intanto, dai sindacati continuano ad arrivare commenti alle parti ritenute certe. L’ultima considerazione in ordine cronologico è della Cisl, che attraverso Francesco Scrima, coordinatore della Cisl Lavoro Pubblico nonché leader della Cisl Scuola, si è soffermata sull’abolizione del trattenimento in servizio oltre l’età pensionabile: un provvedimento che a detta del Governo dovrebbe “consentire l’ingresso di giovani generazioni nella pubblica amministrazione, compresa la scuola”.

Scrima giudica positivamente “l’abolizione del trattenimento in servizio”. Il sindacalista Confederale auspica però che “l’abrogazione della norma favorisce la staffetta generazionale, anche se rispetto a giovani e nuovi profili bisogna fare molto di più. Ma soprattutto – prosegue Scrima – mette fine al privilegio di categorie come magistrati amministrativi e contabili, docenti universitari, personale delle autorità indipendenti, ai quali si consentiva fino ad oggi di rimanere in servizio con retribuzioni a dir poco elevate. E tutto ciò nel contesto di perdurante difficoltà economica e di diffuso disagio sociale a tutti noto”.

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“Non vorremmo però che nelle pieghe di provvedimenti ad oggi ancora non formalizzati – punzecchia il coordinatore Cisl Lavoro Pubblico – tornassero fuori come sempre trattamenti di favore per poche nicchie di privilegio”.

“Aspettiamo di vedere i testi definitivi – conclude Scrima – Renzi non faccia sorprese. E dimostri di voler rottamare, insieme alle norme sul trattenimento in servizio, tutti quei benefici ingiustificati che poco hanno a che fare con le esigenze di riforma e con l’interesse dei lavoratori pubblici e dei cittadini”.

Nei giorni scorsi anche l’Anief aveva apprezzato lo stesso provvedimento, sostenendo che la ‘staffetta’ generazionale, con l’addio alle deroghe al mantenimento in servizio oltre l’età pensionabile, “dovrebbe permettere l’assunzione di 15mila giovani. Ma si tratta di un numero a dir poco esiguo, se solo si pensa che dal 2010 è stato introdotto il blocco del turn over e che sono in lista di attesa qualcosa come 250mila precari, di cui la metà – aveva concluso il sindacato autonomo guidato da Marcello Pacifico – appartenenti al comparto Scuola”.