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27.09.2026
Aggiornato alle 10:21

Papa Leone XIV: mettere i bambini e i minori al centro. Giornata del Migrante e del Rifugiato

Istituita nel 1914  da papa Benedetto XV, la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dal 2019 viene celebrata l’ultima domenica di settembre. Si tratta di una delle più antiche Giornate speciali indette dalla chiesa cattolica che allora si mobilitò per sensibilizzare sulla condizione dei migranti e dei milioni di profughi che cercavano di fuggire dalle devastazioni della Prima Guerra mondiale. Da allora la giornata è sempre stata un’occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per loro mentre affrontano molte sfide, e per aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione.

Anche uno solo di questi bambini

Il tema della giornata 109esima giornata che si celebra oggi è stato definito da un messaggio di Papa Leone XIV che ha per titolo un versetto del vangelo di Matteo: Anche uno solo di questi bambini e “richiama l’attenzione sui minori direttamente coinvolti nell’esperienza del migrare e della fuga, sulla sollecitudine nei loro confronti e sulla promessa del Signore che «chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me”. (Mc 9,37)”.

Tema quanto mai attualissimo e che interpella anche il mondo dell’educazione e della formazione e che proprio in questi giorni è al centro del dibattito a seguito del decreto legge su scuola e immigrazione.

I minori sono i più vulnerabili

Il messaggio del Papa prende avvio dalla consapevolezza che “I minori sono i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali. Sono volti concreti, storie uniche, che fanno appello alla nostra coscienza. Ogni anno, milioni di bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali e altre tragedie; e purtroppo il loro numero continua ad aumentare. Le responsabilità economiche, politiche e militari di questo disastro sono immani. La sofferenza non si esaurisce nello spostarsi: vi sono giovanissimi che hanno perso genitori, fratelli, sorelle e amici e sono testimoni di violenze indicibili. Altri, separati per lunghi periodi dai propri familiari,tentano di ricongiungersi a loro, vivendo nel frattempo l’angoscia della lontananza. Vi sono poi minori che affrontano il tragitto insieme ai genitori, esposti tuttavia a condizioni estreme e traumatiche. Non possiamo infinedimenticare la tragica condizione di quanti vengono separati dai genitori a causa del rimpatrio.

Responsabilità di tutti: il compito dell’educazione

Papa Leone XIV evidenzia poi la necessità che le istituzioni operino attivamente per garantire a tutti i migranti, ma in particolare ai bambini, i diritti di cui sono portatori. Un ruolo cruciale è svolto dalla scuola e dal settore educativo: “anche uno solo di questi bambini ci chiama, nella nostra vita personale, ad aprire occhi e cuore all’ascolto profondo della storia, aitimori e aisogni di ciascuno di loro, superando quel distacco che riduce l’essere umano a un dato statistico che non ci coinvolge direttamente. È un invito a riconoscere il bambino nella sua dignità, prima ancora della sua condizione di “migrante”, e a tutelarne i diritti fondamentali: alla vita, all’educazione, ad un livello di esistenza che gli consenta di crescere e svilupparsi pienamente dal punto di vista fisico, mentale, spirituale, morale e sociale”.

In particolare, continua il papa, “ è fondamentale prevenire la solitudine, l’isolamento e il rifiuto, che non di rado colpiscono anche i figli dei migranti, e promuovere dinamiche di incontro e di integrazione in cui i ragazzi del territorio e i giovani migranti possano rafforzarsi insieme, in un cammino di mutuo rispetto, di solidarietà e di amicizia”.

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