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Parla la madre del bambino che il preside non voleva ammettere in classe: non si dormiva più

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“È dall’inizio di settembre che in casa non si dormiva né si mangiava per questa brutta storia. Ora però è finito un incubo. Immensamente grazie”.

Lo ha detto all’Ansa la madre dello studente di 11 anni, inizialmente rifiutato dalla scuola media di Villafranca in Lunigiana perché la sua classe aveva già 20 alunni, il massimo consentito dalla legge in presenza di un alunno disabile grave. In poche ore, dopo la minaccia da parte dei genitori di presentarsi a scuola con tanto di avvocato, l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana ha però trovato la soluzione al caso, imponendo l’iscrizione del ragazzino.

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“Eravamo molto preoccupati per mio figlio perché – continua il genitore – questa vicenda lo ha molto scosso, ha pianto tanto e noi non sapevamo come confortarlo”. Però “ero certa che dal ministero sarebbero stati comprensivi”

“Spero adesso che non ci siano ripercussioni future per questa decisione”, conclude la donna riferendosi ad una possibile attenzione particolare che si potrebbe venire a creare a scuola nei confronti del figlio.

 

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