Spesso si parla di docenti in burnout che quasi “non vedono l’ora” di andare in pensione. Un insegnante di Brescia è andato controcorrente, facendo addirittura ricorso per evitare di andare in pensione dal 1° settembre, ricorso che è stato rigettato, come riporta Brescia Oggi.
Ma non è l’unico caso: un altro insegnante, come riporta Il Giorno, avrebbe voluto continuare a lavorare. “Sarei rimasto per un progetto strutturato, non si tratta di portar via lavoro ad altri. Lì è intervenuto l’ufficio scolastico regionale secondo cui non era possibile”.
Pensioni scuola 2027, ecco le date per presentare domanda: dopo l’informativa al MIM per l’apertura delle finestre per andare in pensione dal 1° settembre 2027 è stata fissata la scadenza al 21 ottobre 2026 per il personale scolastico e al 1° marzo 2027 per i dirigenti scolastici.
L’Amministrazione ha reso nota la bozza di decreto ministeriale e della relativa circolare, con le indicazioni operative. Le istanze potranno essere presentate a decorrere dal 25 settembre 2026. Entro i medesimi termini, gli interessati avranno inoltre la facoltà di revocare la domanda di cessazione precedentemente inoltrata.
Ricordiamo che la via d’uscita sembra essere, per molti, solo la pensione: ma al momento solo chi svolge un lavoro “logorante” può cercare di smettere di lavorare in anticipo, con la cosiddetta Ape Sociale, che di recente è stata estesa al 31 dicembre 2026.
Con l’Ape Sociale, con 63 anni e 5 mesi di età e 36 di contributi, è possibile andare in pensione in anticipo, con una piccola decurtazione fino ai 67 anni, per i lavoratori della scuola che svolgono una professione inserita nella lista dei lavori più faticosi: sono i docenti di scuola primaria e pre-primaria (codice Istat 2.6.4), secondo la tabella inserita nell’allegato 3 della Legge 30 dicembre 2021, n. 234, la Legge di Bilancio 2022. E gli altri? Tranne chi rientra nei benefici previsti dalla Legge 104/92 e le donne (poche) che possono accedere ad Opzione Donna (peraltro in cambio di sacrifici economici notevoli), praticamente non c’è via d’uscita che lavorare fino a 67 anni oppure accumulare 41 anni e 10 mesi (le donne) e 42 anni e 10 mesi (gli uomini).
I docenti soffrono di stress cronico: quasi sette insegnanti su dieci (il 68%) nel corso della propria carriera dichiarano di avere vissuto qualche esperienza di burnout, derivante dal lavoro, fatto non solo di lezioni e gestione dei compiti, ma anche scadenze, pressioni da parte dei genitori, alunni scalmanati, burocrazia soffocante, connessione h24.
L’alta percentuale non sembra essere relativa solo agli insegnanti con più esperienza: è significativo che anche il 68% dei docenti che hanno meno di 14 anni di anzianità di servizio ritiene di ritrovarsi in burnout. Questi sono i dati che emergono da un sondaggio della ‘Tecnica della Scuola‘ a cui hanno partecipato 2.188 insegnanti.