Home Politica scolastica Per i presidi valdostani la riforma della riforma non va bene

Per i presidi valdostani la riforma della riforma non va bene

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“Parere negativo” sul disegno di legge regionale ‘Disposizioni per l’armonizzazione della legge 107/2015 – ribattezzata ‘Buona scuola’ – con l’ordinamento della Valle d’Aosta” è stata espresso dai dirigenti scolastici valdostani membri dell’Associazione Nazionale Presidi, Anp.

“La proposta depotenzia la portata innovativa della legge che, in campo nazionale, completa il processo di ammodernamento della Pubblica Amministrazione ponendo prioritariamente l’utenza al centro del proprio operato”.

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“Stupisce che una riforma così importante per il futuro dei nostri giovani – sottolineano i presidi – veda concludersi nel giro di un mese, a scuole chiuse, la presentazione dell’articolato di legge e la sua approvazione, richiamando certe tradizioni nazionali del passato”.

“Il cuore della riforma nazionale – proseguono i presidi – è il rafforzamento dell’autonomia scolastica, con la valorizzazione delle competenze dei docenti e dei dirigenti scolastici a cui sono assegnate maggiori responsabilità organizzative e gestionali. Nella fattispecie, non condividiamo l’accoglimento in legge della cadenza triennale del Piano dell’Offerta Formativa delle scuole mantenendo invece annuale la titolarità degli insegnanti presso un’istituzione scolastica anziché accogliere anche la conseguente titolarità triennale dei docenti, rinnovabile. Ancora, la possibilità di mobilità dei docenti rimane basata sull’unico parametro dell’anzianità di servizio ed è negata la possibilità di esaminare e richiedere incarichi in altre Istituzioni anche sulla base delle competenze”.

“Questo sistema – concludono – indebolisce, da un lato la possibilità delle scuole di caratterizzare parte dell’Offerta Formativa in specifici insegnamenti a seguito della valutazione delle aree da potenziare, e dall’altro la mobilità annuale sganciata dalle competenze continua a non garantire per un lasso di tempo più lungo del solo anno scolastico la continuità didattica degli insegnanti”.