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Per l’Ocse la Buona scuola è ok, ma le scarse competenze bloccano i salari

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Secondo l’Ocse, nel Rapporto economico sull’Italia, «il livello di competenze linguistiche è basso e l’inadeguatezza delle competenze, il cosiddetto skill mismatch, è uno dei più elevati tra i Paesi Ocse: ciò ostacola l’aumento delle retribuzioni e l’incremento del benessere».

Da qui l’invito alla Nazione a «migliorare il sistema d’istruzione e le politiche occupazionali se si vogliono aumentare i salari reali insieme alla soddisfazione professionale e il livello di vita».

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Ma i tecnici Ocse scrivono pure che il Jobs Act e la Buona scuola «vanno nella giusta direzione e devono essere interamente implementati».

 

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Da parte sua, scrivono le agenzie, la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha sottolineato: «Alcuni margini di miglioramento esistono, ma la riforma ha restituito al sistema educativo la centralità che merita: attraverso un’inversione di tendenza, si è investito per interrompere decenni di precariato, dare gambe all’autonomia scolastica, introdurre un sistema di responsabilità e merito, centrato sulla formazione e crescita professionale del personale». Durante l’incontro con il Segretario Generale dell’Ocse, la ministra dell’Istruzione ha anche illustrato l’alternanza scuola-lavoro e il piano nazionale scuola digitale sottolineando «la necessità di rafforzare il collegamento fra il sistema educativo e il mondo del lavoro e la necessaria innovazione negli approcci metodologici per formare le cittadine e i cittadini e le lavoratrici e i lavoratori del futuro»